Due morti in Valle Peligna Arrivano altre zone rosse

6 Marzo 2021

Vittime una 93enne di Pescara e un 90enne di Goriano. Aumentano i contagiati Dopo Ateleta scattano le chiusure anche a Roccaraso e Castelvecchio Subequo

SULMONA. Altri due decessi nella giornata in cui la curva dei contagi nel Centro Abruzzo si mantiene molto alta e fa registrare 26 nuovi contagi. Si tratta di una 93enne di Pescara che era ricoverata in una struttura privata e di un 90enne di Goriano Sicoli morto in nottata nella Medicina Covid sulmonese. L’uomo era stato ricoverato in ospedale a metà del mese di febbraio insieme alla moglie anche lei contagiata dal virus. Tra i nuovi contagiati c’è anche Nicola De Simone, coordinatore cittadino della Lega e marito della consigliera regionale Antonietta La Porta, anche lei positiva e in quarantena. Gli altri casi sono così suddivisi: 7 ad Ateleta, 5 a Pratola Peligna, 3 a Campo di Giove, 3 a Prezza, 2 a Castel di Sangro, 2 a Castelvecchio Subequo, 1 a Rivisondoli, 1 a Roccaraso, 1 a Corfinio e 1 a Pacentro. Si allarga dunque il contagio ad Ateleta (zona rossa), Campo di Giove e Pratola Peligna, mentre per Roccaraso e Castelvecchio Subequo, che hanno superato i parametri di riferimento, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha disposto le zone rosse. A Castelvecchio Subequo il sindaco Marisa Valeri ha disposto la chiusura degli uffici comunali, della scuola dell’infanzia e dell’asilo nido fino al 17 marzo e la sospensione dei mercati rionali fino a data da destinarsi. A preoccupare è la variante inglese. A Prezza si è aperto un nuovo fronte dopo che tre persone dello stesso nucleo familiare sono risultati positivi al Covid 19. Tutti e tre sono stati ricoverati nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Un 66enne di Corfinio è stato ricoverato nel reparto di medicina Covid di Sulmona, in perenne sofferenza per quanto riguarda la disponibilità dei posti letto. Ieri ha creato malumori sui social la decisione di una ventina di studenti di non rinunciare alla tradizionale scampagnata sul monte San Cosimo, anche se secondo le forze dell’ordine non sarebbero state evidenziate né criticità né assembramenti. Intanto, finiscono in corsia i boss della malavita campana e pugliese, ricoverati nei giorni scorsi nel reparto chirurgia dell’ospedale di Sulmona. A denunciare il caso è Mauro Nardella, segretario territoriale della Uil Penitenziaria che chiede chiarimenti all’Asl sul caso. Pur in presenza di un repartino penitenziario all’avanguardia e tra i più sicuri d’Italia, è capitato che nel giro di 15 giorni si sono succeduti ben tre ricoveri, riguardanti altrettanti boss della mala campana e pugliese, direttamente in corsia. I detenuti sono stati sistemati in una stanza vicino a decine di altre persone perché a detta dei responsabili della Asl mancherebbe il personale medico e infermieristico per attivare il repartino. (c.l.)
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