Due scuole chiuse per quattordici giorni

Nuova ordinanza del sindaco Biondi prolunga la permanenza a casa dei 180 alunni di San Sisto e Santa Barbara
L’AQUILA. Nel momento in cui l’Abruzzo entra nella fascia arancione, e in città si registrano 60 nuovi casi in un solo giorno, con quattro nuovi decessi, il Comitato sicurezza della Regione chiede misure più restrittive per L’Aquila e Teramo e il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci sollecita la zona rossa per l’intera provincia (212 contagi ieri) e l’attivazione della didattica a distanza per le scuole medie. Il sindaco Pierluigi Biondi, nel frattempo, ha disposto la chiusura per 14 giorni dell’infanzia Montessori e della primaria di San Sisto-Santa Barbara e sull’ipotesi zona rossa dichiara: «Al lockdown deve corrispondere un sostegno per le attività economiche». Il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari invita a comportamenti responsabili per fronteggiare il virus.
LE VITTIME. Tra i deceduti con Covid ci sono Adriano Perrotti, di 56 anni (vedi articolo nella pagina seguente); Vincenzo Di Genova di 85 anni; Secondino Gratti di 82 anni e Domenica Chiaravalle di 70 anni, di Paganica. Primo decesso di un’ospite della casa di riposo di Rocca di Mezzo dove ci sono diversi casi di positività. Si tratta di una donna di 93 anni di Rocca di Cambio, ma il nesso col Covid non ha trovato finora conferme ufficiali.
SCUOLE. Su indicazione del Dipartimento di prevenzione dell’Asl il sindaco ha disposto la chiusura per due settimane della scuola dell’infanzia Montessori di San Sisto e della primaria Santa Barbara-San Sisto. L’ordinanza segue il provvedimento emanato domenica con cui sono state sospese le attività nei due plessi per la giornata di ieri ed è legata alla rilevazione di diversi episodi di positività al coronavirus tra alunni, docenti e personale non docente. In tutto, resteranno a casa 180 alunni. «Una misura necessaria», spiega Biondi, «alla luce delle evidenze epidemiologiche rilevate nei due istituti, dove si è già proceduto alla sanificazione dei locali. Come comunicato dall’Asl già quattro classi della primaria erano in quarantena e alla data di venerdì risultava una percentuale di assenza del 46% tra gli studenti e del 54% tra gli insegnanti. A fronte di numeri così importanti e della segnalazione giunta dall’azienda sanitaria, notificata anche alla dirigente scolastica Monia Lai, ho disposto la sospensione delle lezioni per 14 giorni».
IPOTESI ZONA ROSSA. «Rispetto all’avanzata del coronavirus», afferma Biondi, «occorre mantenere un atteggiamento lucido. Ritengo che la questione non sia tanto essere a favore o meno di zone rosse, arancioni o gialle quanto, piuttosto, osservare le indicazioni che arrivano da organismi scientifici e tecnici che fanno valutazioni sulla scorta di dati e numeri, sulle quali vanno calibrati i provvedimenti, a qualsiasi livello decisionale. All’istituzione di una zona rossa deve necessariamente corrispondere un sostegno per le attività economiche costrette alle chiusure: invocare un lockdown senza essere certi che vi sia una copertura nel decreto “ristori” rischia di compromettere definitivamente il tessuto produttivo di un territorio in sofferenza a causa di una crisi economica che si trascina dal post-sisma, i cui effetti sono stati amplificati dalla pandemia».
PIETRUCCI. Secondo il consigliere regionale, «l’allarme cresce e la risposta è inadeguata. La provincia dell’Aquila potrebbe essere dichiarata zona rossa per imporre un maggior controllo delle attività e dei movimenti e consentire di governare l’escalation in atto. Rilancio l’appello per attivare la didattica a distanza nelle scuole medie per ridimensionare il rischio di contaminazione tra gli adolescenti e, involontariamente, verso le loro famiglie».
TINARI. «I comportamenti di tutti noi», esorta il presidente del consiglio comunale, l’avvocato Roberto Tinari, «datori di lavoro, responsabili a vario titolo, professionisti, lavoratori, cittadini, sono essenziali per impedire che il virus dilaghi e che si possa arrivare a ulteriori restrizioni che finirebbero per danneggiare tutti, in particolare le attività produttive e gli uffici pubblici che erogano servizi alla collettività».
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