Due suore ricoverate in ospedale Cresce la paura nelle famiglie

Il focolaio partito dalla frazione di San Gregorio ha prodotto effetti anche in un’altra scuola cittadina Un operatore sanitario rivela: «Tante persone con sintomi: siamo tornati ai livelli dell’autunno scorso»
L’AQUILA. La provincia dell’Aquila, se continua l’attuale trend di crescita dei contagi, potrebbe passare i limiti della zona rossa, i 250 casi settimanali per 100.000 abitanti, entro la metà della prossima settimana. Gli esperti guardano con preoccupazione ai numeri, e gli operatori sanitari rilanciano l’allarme. Ieri in città si sono registrati 12 nuovi casi, ma ci sono diversi focolai che vengono monitorati, a partire da quello che si è sviluppato a San Gregorio, all’interno dell’Istituto Suore Zelatrici del Sacro Cuore Ferrari, con una decina di religiose risultate positive: due sono ricoverate all’ospedale San Salvatore e altre positività sono emerse anche nell’altra casa dello stesso ordine, a Piazzale Paoli. Sono in aumento le chiamate al 118 di gente preoccupata per i sintomi riferibili al Covid, così come gli accessi al Pronto soccorso, e si rivedono le file all’ingresso del laboratorio privato Dante Labs, dove vengono effettuati i tamponi molecolari. Sono state 875 le persone che si sono sottoposte allo screening promosso dal Comune, che ha permesso di individuare 4 positivi. Il primario del reparto di Malattie Infettive Alessandro Grimaldi invita la popolazione alla massima attenzione, soprattutto durante il periodo pasquale, e oggi il sindaco Pierluigi Biondi sottoporrà al tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in prefettura, l’adozione di eventuali misure più stringenti per frenare assembramenti e comportamenti irresponsabili.
FOCOLAIO SAN GREGORIO. L’Asl tiene sotto controllo il focolaio partito da alcune docenti della scuola dell’infanzia ospitata nell’Istituto Suore Zelatrici del Sacro Cuore Ferrari, che risulterebbe circoscritto, come conferma il direttore del dipartimento di Prevenzione Domenico Pompei: le suore risultate positive erano state vaccinate da qualche giorno con la prima dose e non avevano ancora raggiunto l’immunità, in due hanno manifestato sintomi più gravi tali da rendere necessario il ricovero. Per tutte le religiose dell’istituto e per gli alunni che hanno avuto contatti diretti con le docenti positive è scattata la quarantena, con l’isolamento domiciliare. Ieri, Domenica delle Palme, è stata una giornata di preghiera per le consorelle ricoverate e alle suore sono stati recapitati i rametti di palma e le colombe pasquali, lasciati all’ingresso della struttura. Il contagio di San Gregorio ha raggiunto, tramite gli adulti, anche un’altra scuola cittadina.
«COME IN AUTUNNO». Un operatore sanitario di prima linea riferisce che in città ci sono numerose persone che lamentano sintomi riconducibili al Covid. «Siamo tornati», sostiene, «ai livelli dell’ottobre dell’anno scorso».
GRIMALDI. «I contagi all’Aquila sono purtroppo in fase ascendente», spiega il primario di Malattie Infettive, «e sul territorio sono attivi diversi focolai. In ospedale abbiamo i reparti Covid quasi al completo e io stesso sto curando malati anche con l’assistenza domiciliare. Siamo in una fase molto critica, occorre stare molto attenti, non allentare assolutamente la guardia, soprattutto durante le feste di Pasqua. E continuare a stringere i denti, almeno fino a quando non ci sarà una larga fetta della popolazione immunizzata».
BIONDI. Anche il sindaco ritiene che «la prevenzione e l’adozione di comportamenti corretti, in attesa che vi sia un’ampia diffusione dei vaccini, rimangono le armi principali per contrastare la pandemia e tracciare i positivi». Biondi è pronto a promuovere altri screening riservati agli studenti, ma anche ad assumere azioni drastiche contro chi, in particolare tra i giovani, non rispetta le misure di prevenzione.
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