Duecento alberi contro il punto nascita chiuso dal governo

Riparte la battaglia dopo la decisione del ministero. Il personale del reparto: una pianta per ogni bimbo
SULMONA. La bocciatura del punto nascita da parte del ministero della Salute riarma la protesta in città. L’iniziativa più originale arriva proprio dal personale dello stesso reparto: piantare un albero per ogni nato nel 2018. La proposta, che è stata presentata ieri al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, va ancora definita e organizzata, ma è simbolica e funzionale alla battaglia che deve necessariamente ripartire. Al momento i nuovi nati sono meno di 200, troppo pochi per raggiungere in questi ultimi due mesi dell’anno il limite minimo dei 500. Nel frattempo, il sindaco di Sulmona ha convocato per stamattina la commissione sanità. «Noi non staremo a guardare», avverte Casini. «Questa decisione testimonia ancora una volta la lontananza di certe scelte dalle reali esigenze delle persone. Chiedo pertanto ai parlamentari del territorio, in particolare quelli di maggioranza, di prendere una posizione chiara e di attivarsi tempestivamente per scongiurare la chiusura del nostro punto nascita». Chiamata in causa da più parti, la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo si è recata ieri in reparto per incontrare il personale. Qui avrebbe addossato le responsabilità all’Asl per non aver provveduto a «potenziare il personale e i macchinari», confermando il suo impegno in difesa del reparto.
«Abbiamo fatto una battaglia senza precedenti per salvare il punto nascita di Sulmona», ricorda il consigliere regionale Andrea Gerosolimo. «Mi sono preso, unitamente ai colleghi Olivieri, Monticelli e Pietrucci, che ringrazio ancora una volta, la responsabilità di spaccare la maggioranza in consiglio regionale per raggiungere l’obiettivo. Una cosa dev’essere chiara al governo gialloverde: il punto nascita di Sulmona non si tocca».
«Ancor più sconcertante», aggiunge l’onorevole Stefania Pezzopane (Pd), «poi la superficialità con cui il ministero della Salute ha bocciato questa richiesta, dimostrata dallo sconcertante errore contenuto nella lettera di risposta a firma del ministero in cui la Regione Abruzzo viene scambiata con il Molise».
Parlano di «tradimento delle promesse elettorali» Massimo Carugno, della segreteria nazionale Psi, e il consigliere comunale di minoranza Elisabetta Bianchi (Fi). Invitano alla mobilitazione la Fp-Cgil con Anthony Pasqualone e lo Spi- Cgil con Enio Mastrangioli. Appello rilanciato anche da Casapound. (f.p.)
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