Duecento mamme lanciano l’allarme: «Scuole non sicure»

Inviato un documento a sindaci, Genio civile e Provincia per conoscere le condizioni di ogni singolo istituto
SULMONA. Un comitato per chiedere chiarezza e certezze sulla stabilità degli edifici scolastici cittadini. L'iniziativa è di duecento mamme le quali in poche ore e a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico hanno deciso di fare fronte per conoscere la situazione di vulnerabilità degli edifici dovranno accogliere i loro figli. Le mamme insieme ad altri genitori del comprensorio hanno stilato un documento che sarà trasmesso al Genio civile, ai sindaci dei Comuni del comprensorio, ai dirigenti scolastici e al presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, con il quale chiederanno verifiche garanzie sulla sicurezza dei loro figli. «A breve riapriranno le scuole e il nostro intento, purtroppo alla luce dell’ultimo sisma, é di sapere se e quanto sono stabili le nostre scuole, se resisterebbero ad un terremoto come quello aquilano con epicentro Sulmona», spiega Barbara Zarrillo, portavoce del neonato comitato. «Le relazioni che attestano la loro agibilità dopo un sisma con altro epicentro, ci interessano poco. Vogliamo sollecitare le istituzioni preposte alla prevenzione dei rischi e alla sicurezza di persone ed edifici pubblici, a darci risposte concrete per iscritto e se non possono farlo, per mancanza di sopralluoghi o perizie incomplete o datate, dovranno attivarsi per richiedere nuovi sopralluoghi, prima che riaprano le scuole e informarci tempestivamente sugli esiti delle perizie». «Finora», conclude Zarrillo, «hanno risposto alla nostra iniziativa circa 200 famiglie. Inoltre diversi professionisti, tra cui un legale, due ingegneri civili e un geologo, hanno dato disponibilità a collaborare gratuitamente per qualsiasi azione si voglia intraprendere, volta a dare sicurezza ad intere famiglie che, a giorni, dovranno mandare i loro figli nelle nostre scuole». E dalle carte conservate in Comune è emerso che solo tre edifici scolastici in città risponderebbero ai requisiti sismici, che stabiliscono in 75 il coefficiente di sicurezza. La scuola con il più alto coefficiente di sicurezza è la media Ovidio, con 83. Dentro ai parametri sono anche le elementari di via Costanza (78) e la scuola materna di via Sallustio (75). Il resto degli edifici scolastici sono tutti sotto il coefficiente di sicurezza e quindi a rischio. La più esposta è la scuola elementare Masciangioli (10), dove da tempo sono in corso lavori di ristrutturazione e di adeguamento sismico. A seguire la scuola media Giuseppe Capograssi (23), la scuola materna di via Crispi (26), la Regina Margherita di via Trento (26), la scuola materna di via Celidonio (28). Sotto i parametri anche la scuola materna della frazione di Bagnaturo (29), mentre la scuola elementare adiacente sfiora i 35. Da mettere in sicurezza sono anche le elementare Di Stefano (31), la media Serafini (33). Più su le scuole materne della Badia (50) e delle Marane (51). Mentre le elementari Lombardo Radice di viale Togliatti arrivano a 49. Molti di questi edifici hanno già progetti di messa in sicurezza finanziati ma problemi burocratici, ricorsi al Tar e inchieste giudiziarie hanno bloccato l’avvio dei cantieri.
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