Duemila mascherine dal colosso cinese Zte

Donazione al Comune da parte della multinazionale che opera all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo
L’AQUILA. Zte –il colosso cinese delle telecomunicazioni che ha un proprio centro di ricerca a tecnologia avanzata all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo – ha donato al Comune dell’Aquila 2000 mascherine di tipo FFP1.
Lo comunica il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. «Nei giorni scorsi la multinazionale che si occupa di comunicazioni e che opera in città all’interno del Tecnopolo ci ha comunicato la disponibilità a collaborare nell’azione di contrasto di diffusione del coronavirus», spiega il primo cittadino. «Ieri mattina sono stati consegnati i dispositivi che, d’accordo con l’Asl, saranno stoccati e tenuti a disposizione prudenzialmente per eventuali esigenze del personale sanitario. Ringrazio Zte, e il suo ceo Hu Kun, per il significativo gesto di vicinanza e solidarietà alla nostra comunità che sta attraversando un momento particolarmente complesso a cui sta reagendo con grande coraggio e senso di responsabilità». Il Comune ricorda, poi, che sul sito ufficiale dell’ente e sulla app di protezione civile “Comunicare per proteggere” si trovano le informazioni relative all’emergenza nell’ambito della campagna di informazione #vincilvirus promossa dal Comune.
FARMACIE. Una richiesta di mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione per i farmacisti era stata firmata dal presidente di Assofarm Venanzio Gizzi. «Dal momento che siamo parte del Servizio Sanitario Nazionale, non chiuderemo mai. Non lo fanno gli ospedali e i medici di medicina generale. Quindi non lo faranno nemmeno le farmacie comunali, fatte salve situazioni particolari o eccezionali», ha detto Gizzi. «Il fatto di essere stati citati dai governatori delle regioni tra i servizi essenziali che dovranno assolutamente rimanere aperti in caso di blocco totale delle attività, ci gratifica e ripaga del grande impegno profuso in questi anni nel posizionare le farmacie come servizio sanitario pubblico massimamente vicino ai quotidiani bisogni della popolazione italiana». Assofarm ha scritto al premier Conte chiedendo che i farmacisti territoriali fossero dotati di strumenti atti a tutelare la loro salute durante l’attività a contatto col pubblico.

