Duomo, sì al progetto definitivo Si accelera nell’attesa del Papa

21 Aprile 2022

Per la Cattedrale di San Massimo passo in avanti nell’avvio dei lavori attesi ormai da tredici anni Nel giro di due mesi potrebbe essere individuata la ditta che si occuperà della ristrutturazione 

L’AQUILA. Finalmente anche per il Duomo c’è un progetto definitivo. Dopo anni di lungaggini, difficoltà burocratiche e amministrative, la conferenza dei servizi permanente ha esaminato e approvato il progetto della Cattedrale. Un passo importantissimo verso la ricostruzione, come spiega il direttore dei lavori, Augusto Ciciotti, del Segretariato regionale beni culturali. «In questi giorni stiamo formalmente acquisendo il progetto dal consorzio Sant’Emidio», assicura. «Nel giro di un paio di mesi dovremmo avviare la gara d’appalto per individuare la ditta che si occuperà dei lavori». SUPPORTO AL RUP. Proprio per accelerare le operazioni, anche in vista della possibile visita di Papa Francesco nel periodo della Perdonanza, nei giorni scorsi il Segretario regionale ad interim, Federica Zalabra, ha sottoscritto una determina (per un importo di circa 19mila euro) per “procedere all’affidamento dell’estensione del servizio di supporto al Rup (responsabile unico del procedimento) per le attività di validazione, di programmazione e progettazione dell’appalto, inclusa la conduzione della gara di appalto dei lavori fino all’aggiudicazione degli stessi e alla stipula del contratto, relativamente all’intero ammontare del progetto”. Già nei mesi scorsi, infatti, era stata incaricata l’architetto Emanuela Mollica come supporto al Rup per la validazione del progetto esecutivo, la programmazione e la progettazione dell’appalto per il primo stralcio dei lavori.
IL PROGETTO DEFINITIVO. Dopo approvazione da parte della conferenza dei servizi permanente, nominata ad hoc, del progetto definitivo che nei prossimi giorni sarà formalmente acquisito dal Segretariato, si è dunque ritenuto necessario prorogare il servizio di supporto al responsabile del procedimento, in modo da procedere più speditamente verso la gara d’appalto. Alla base degli elaborati del progetto definitivo c’è lo studio commissionato dalla Curia (per un importo di circa 35 milioni di euro) precedente al 2015 quando la competenza è passata definitivamente al ministero. Uno studio su cui è stato necessario intervenire.
NUOVI FONDI. Intanto, il Segretariato ha fatto richiesta al ministero delle risorse mancanti: allo stato attuale sono a disposizione circa 18 milioni lordi, poco più della metà di quanto necessario per l’intero lavoro di consolidamento e restauro. «I fondi ancora non arrivano», dice il direttore dei lavori, «ma abbiamo ottenuto rassicurazioni sul fatto che verrà inserito nelle prossime programmazioni finanziarie anche il secondo stralcio».
LA GARA D’APPALTO. Proprio per questo si è deciso di procedere con un bando di gara unico, seppure il lavoro verrà diviso in due lotti. La gara dunque sarà per complessivi 25 milioni (13 relativi al primo stralcio e 12 al secondo). «Sarà necessario un bando a livello europeo», spiega Ciciotti, «una procedura piuttosto complessa, che contiamo di avviare nel giro di un paio di mesi. Stiamo cercando di guadagnare quanti più giorni possibile, in modo che non ci siano ulteriori ritardi e possa finalmente partire uno dei cantieri più attesi della città».