Durata eccessiva dei processi: pagati oltre 700mila euro

2 Febbraio 2020

L’AQUILA. «In Abruzzo l'importo complessivo delle somme liquidate quale sanzione per la durata eccessiva dei processi è stato di 727 mila euro, contro i 479mila dello scorso anno». È quanto...

L’AQUILA. «In Abruzzo l'importo complessivo delle somme liquidate quale sanzione per la durata eccessiva dei processi è stato di 727 mila euro, contro i 479mila dello scorso anno». È quanto sottolineato dal presidente della Corte d'Appello, Fabrizia Francabandera, nel presentare nel capoluogo regionale il bilancio dell'attività del 2019 nel corso della inaugurazione dell'anno giudiziario nel distretto dell'Abruzzo.
Nel periodo in esame i procedimenti sono passati da 136 a 158. «Il dato per quanto non allarmante»,ha spiegato il magistrato, «si pensi che nel quadriennio 2014/18 erano stati liquidati circa 33 milioni di euro, deve far riflettere sull'evidente paradosso di un rimedio di natura meramente indennitaria che introduce una sorta di processo al processo, consumando notevoli risorse sul piano dell'impegno lavorativo di magistrati e personale oltre che su quello economico, così sottraendole proprio alla più tempestiva trattazione degli affari ordinari».
Lo stesso magistrato, nell’elogiare il lavoro e l’impegno di giudici e cancellieri, ha ribadito che i tempi lunghi sono causati soprattutto dallo scarso numero degli amministrativi mentre i giudici, quasi dello stesso numero a tra uomini e donne, sono a livelli accettabili ma da aumentare.
PROCURATORE GENERALE. In tal senso è stato molto apprezzato l’intervento del Procuratore generale, Piero Mennini, il quale, ha invitato, per quanto possibile, i suoi colleghi, anche essi lodati per quanto fatto, soprattutto per le inchieste sul terrorismo, ma ha anche sollecitato a tutte le parti in causa a limitare la spettacolarizzazione delle inchieste. Poi un richiamo ai Pm sul rispetto dei tempi: «Il tempo delle indagini è anche il tempo della sofferenza delle persone coinvolte e delle loro famiglie. Dobbiamo fare di più». Mennini, sulla scorta di quanto detto anche dalla Francabandera, ha ribadito che la situazione dei reati risulta molto simile a quella dello scorso anno. Il magistrato, tra le altre cose, ha ricordato che se ci sono alcuni reati non molto frequenti, come per esempio l’usura, questo non vuol dire che il fenomeno sia in ribasso.
REATI FASCE DEBOLI. I magistrati hanno segnalato un aumento dei reati contro le fasce deboli. Si tratta di maltrattamenti in famiglia e a atti persecutori che insieme alla violenza sessuale rientrano nel novero dei reati di genere. I procuratori, in particolare, stanno applicando con tempestività le nuove norme contro le violenze domestiche, ovvero il “Codice Rosso”.Al riguardo, per esempio, il presidente del tribunale dell’Aquila, Ciro Riviezzo, ha segnalato la incidenza significativa delle nuove disposizioni per il notevole incremento degli arresti. Ma, per restare alle fasce deboli, sono troppi i casi di bullismo nelle scuole, vicende di droga e gravissimi episodi di violenze di gruppo. (g.g.)
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