E a Celano si scalpita per fare il vicesindaco

Atteso il rimpasto: salgono le quotazioni di Montagliani, in giunta le novità Di Renzo e Marianetti
CELANO. Sono ore frenetiche anche a Celano dove si attende il rimpasto della giunta dopo l’azzeramento voluto dal sindaco Settimio Santilli. Il posto maggiormente ambito è quello del vice e il nome di Vincenzo Montagliani, già assessore con deleghe a Città e decoro urbano, è il più gettonato. Scendono decisamente le quotazioni di Angela Taccone, che dovrebbe essere comunque riconfermata nel prossimo esecutivo. Salvo sorprese, saranno due le new entry, ovvero Tony Di Renzo, consigliere comunale che ha avuto la delega a Spettacoli e turismo, e Barbara Marianetti, già delegata allo Sport. Riconferma in vista anche per Cinzia Taccone, che si occupava di Bilancio. Sull’attribuzione delle deleghe Santilli potrebbe riservare qualche novità. Uscirebbero dalla giunta, come già anticipato dal Centro dopo l’azzeramento, l’ex vicesindaco Ezio Ciciotti, che era delegato agli Enti sovracomunali, e Domenico Fidanza, che ricopriva l’incarico di assessore alle Politiche agricole. Il primo cittadino ha più volte evidenziato che qualunque decisione adotterà non sarà il frutto dell’analisi dell’operato dei suoi amministratori, ma solo il fisiologico cambio dell’esecutivo a un anno dalle elezioni amministrative. Quindi niente promozioni o bocciature, ma solo un atto che servirà a dare visibilità a tutta la squadra che ha governato la città negli ultimi anni. Un cambio di giunta, come spiegato dal primo cittadino già nei giorni scorsi, all’insegna della collegialità.
Rimpasto che ha comunque sollevato prese di posizioni da parte di esponenti dei partiti avversari, come nel caso di Daniele Iacutone, della Sinistra progressista.
«Mi sarei aspettato un po’ più di riflessione da parte del sindaco all’indomani della citazione in giudizio da parte della corte dei Conti (la vicenda è quella dei contributi alla squadra di calcio, ndc)», ha affermato Iacutone, «in merito al rimpasto di giunta, penso che a un anno dalle elezioni è quantomeno fuori luogo, anche perché potrebbe essere letto come una bocciatura di alcuni e la promozione di altri, che comunque non avranno il tempo di programmare e realizzare nessun atto in quanto avrebbero nemmeno un anno di tempo a loro disposizione per lavorare». (d.c.)
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