E a Scanno sindaco e Silvani sconfessano il consigliere Fusco

SCANNO. Si spacca l’amministrazione comunale di Scanno sulla vicenda della chiusura del punto nascita dell’ospedale di Sulmona. A intervenire sul caso è il sindaco Pietro Spacone, che precisa la sua...
SCANNO. Si spacca l’amministrazione comunale di Scanno sulla vicenda della chiusura del punto nascita dell’ospedale di Sulmona. A intervenire sul caso è il sindaco Pietro Spacone, che precisa la sua netta contrarietà alla soppressione del reparto ospedaliero. «Non solo sono stato al fianco del sindaco di Sulmona durante lo svolgimento del consiglio regionale» commenta il primo cittadino di Scanno «ma ho partecipato anche alla manifestazione organizzata nella città peligna, firmando la petizione contro la chiusura della maternità. Naturalmente ognuno è libero di avere la propria opinione, ma a difesa del punto nascita sono stato presente a tutte le principali azioni di protesta».
A provocare discordia in seno al gruppo consiliare di maggioranza la presa di posizione del consigliere comunale e provinciale Amedeo Fusco, che ha detto di condividere la volontà di chiudere il punto nascita di Sulmona sulla base della posizione dell’associazione italiana di ostetricia e ginecologia che giudicano insicuri per la salute delle madri e dei nascituri i punti nascita in tutti quegli ospedali che non raggiungono i 500 nuovi nati l’anno. Tante le giovani madri scannesi infatti che negli ultimi tempi hanno partorito all’ospedale di Avezzano. «Il consiglio comunale di Scanno non si è mai espresso in senso favorevole alla chiusura del reparto ospedaliero di Sulmona» precisa il consigliere comunale Luca Silvani «anzi la chiusura del punto nascita rappresenterebbe un pregiudizio al diritto alla salute che dovrebbe essere garantito alla nostra popolazione, parimenti a quello che possono vantare i cittadini della costa. La Regione deve assumersi l’onere di garantire non solo la permanenza del punto nascita, ma deve renderlo ancora più sicuro». Contro la chiusura anche l’ex sindaco e capogruppo di opposizione, Patrizio Giammarco: «Assurda la decisione di sopprimere il reparto di maternità, obbligata la posizione di difendere il diritto alla salute delle popolazioni di montagna».
Massimiliano Lavillotti
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