E al Ridotto va in scena l’opera teatrale di Centofanti “La notte del gran rifiuto”

“La notte del gran rifiuto” è il titolo dell’opera teatrale scritta daErrico Centofanti ( nella foto) che sarà messa in scena dalla Compagnia dellaContessa, in collaborazione con il Teatro Stabile d’A...
“La notte del gran rifiuto” è il titolo dell’opera teatrale scritta da
Errico Centofanti ( nella foto) che sarà messa in scena dalla Compagnia della
Contessa, in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, al Ridotto del Teatro comunale il 24, 25 e 26 agosto. Lo spettacolo nasce dalla richiesta di un “regalo alla città” da parte del sindaco Pierluigi Biondi a Errico Centofanti, ideatore della Perdonanza dell’era moderna nel 1983 – fortemente voluta dall’allora sindaco Tullio de Rubeis – e coordinatore dell’evento (soprintendente,come si chiamava allora) per dieci anni. Una richiesta formulata, tral’altro, in occasione degli 80 anni che Errico Centofanti compirà il 23agosto, in concomitanza con l’apertura delle celebrazioni della Perdonanza. «Centofanti», sottolinea Biondi, «è un appassionato e
raffinato studioso, del quale è noto l’amore per L’Aquila, una città
alla quale ha saputo dare tanto con la generosità propria di un uomo di
cultura. E la cultura è respiro e come tale è di tutti, non di una parte
sola. La cultura non esclude, è un terreno in cui le differenze si
confrontano per dare contenuto alla bellezza». Centofanti, negli anni
Sessanta fu protagonista, insieme a Peppino Giampaola e Luciano Fabiani, della nascita e affermazione del Teatro Stabile dell’Aquila, attraverso scelte artistiche coraggiose e innovative. «Mettendo da parte la diversità delle idee e parlando la lingua della cultura», aggiunge
Biondi, «con Centofanti abbiamo condiviso i presupposti per realizzare
un evento teatrale, che avesse al centro la figura di San Pietro
Celestino. Una figura importante nel pantheon di Centofanti che, per
predisporre il progetto della Perdonanza moderna, trascorse mesi
nell’Archivio di Stato e in quello dell’arcivescovado, confrontandosi
poi con studiosi come Alessandro Clementi, il soprintendente alle belle
arti Renzo Mancini e l’arcivescovo Carlo Martini». «La notte del gran rifiuto nasce per iniziativa del sindaco Biondi», rileva Centofanti, «al quale devo un ringraziamento caloroso, come pure a quanti lo hanno reso possibile. Questo lavoro vanta un precedente, un mio testo dal titolo “Sogno di una notte d’estate”, che nel 1988 andò in scena davanti a Collemaggio per festeggiare i settecento anni dalla consacrazione della basilica».
Errico Centofanti ( nella foto) che sarà messa in scena dalla Compagnia della
Contessa, in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, al Ridotto del Teatro comunale il 24, 25 e 26 agosto. Lo spettacolo nasce dalla richiesta di un “regalo alla città” da parte del sindaco Pierluigi Biondi a Errico Centofanti, ideatore della Perdonanza dell’era moderna nel 1983 – fortemente voluta dall’allora sindaco Tullio de Rubeis – e coordinatore dell’evento (soprintendente,come si chiamava allora) per dieci anni. Una richiesta formulata, tral’altro, in occasione degli 80 anni che Errico Centofanti compirà il 23agosto, in concomitanza con l’apertura delle celebrazioni della Perdonanza. «Centofanti», sottolinea Biondi, «è un appassionato e
raffinato studioso, del quale è noto l’amore per L’Aquila, una città
alla quale ha saputo dare tanto con la generosità propria di un uomo di
cultura. E la cultura è respiro e come tale è di tutti, non di una parte
sola. La cultura non esclude, è un terreno in cui le differenze si
confrontano per dare contenuto alla bellezza». Centofanti, negli anni
Sessanta fu protagonista, insieme a Peppino Giampaola e Luciano Fabiani, della nascita e affermazione del Teatro Stabile dell’Aquila, attraverso scelte artistiche coraggiose e innovative. «Mettendo da parte la diversità delle idee e parlando la lingua della cultura», aggiunge
Biondi, «con Centofanti abbiamo condiviso i presupposti per realizzare
un evento teatrale, che avesse al centro la figura di San Pietro
Celestino. Una figura importante nel pantheon di Centofanti che, per
predisporre il progetto della Perdonanza moderna, trascorse mesi
nell’Archivio di Stato e in quello dell’arcivescovado, confrontandosi
poi con studiosi come Alessandro Clementi, il soprintendente alle belle
arti Renzo Mancini e l’arcivescovo Carlo Martini». «La notte del gran rifiuto nasce per iniziativa del sindaco Biondi», rileva Centofanti, «al quale devo un ringraziamento caloroso, come pure a quanti lo hanno reso possibile. Questo lavoro vanta un precedente, un mio testo dal titolo “Sogno di una notte d’estate”, che nel 1988 andò in scena davanti a Collemaggio per festeggiare i settecento anni dalla consacrazione della basilica».

