E al via il recupero di Santa Maria a Graiano

31 Gennaio 2022

Fontecchio, a breve la scelta dell’impresa per la ristrutturazione del convento e della chiesa annessa  

FONTECCHIO. Verranno aperte in questi giorni le buste della gara d’appalto per la scelta dell’impresa a cui affidare i lavori di messa in sicurezza, riparazione, consolidamento e restauro della chiesa-monastero di Santa Maria a Graiano a San Pio di Fontecchio. I lavori dovrebbero partire, dunque, nelle prossime settimane, come assicura il direttore e rup (responsabile unico del procedimento) del Segretariato regionale ai beni culturali, Augusto Ciciotti, che spiega: «Una volta terminate le verifiche amministrative si potrà procedere alla sottoscrizione del contratto. Già è pronto il progetto e sono a disposizione i fondi, almeno per un primo stralcio di lavori». Si è deciso, infatti, di procedere in primo luogo con un ripristino parziale dei locali in aderenza, contigui e comunicanti con la chiesa. «Quando è stato realizzato il progetto, i fondi a disposizione non erano molti: per questo abbiamo evitato interventi diretti sulla chiesa, che sarebbero costati molto di più», continua Ciciotti. «Per fortuna nei mesi successivi sono arrivati altri finanziamenti». L’importo dei lavori del primo stralcio è di circa 400 mila euro. Ulteriori fondi (250 mila euro) sono stati poi recuperati con la legge di stabilità del 2018, mentre nell’ultima delibera Cipess, di novembre scorso, al complesso sono stati assegnati 2 milioni di euro. «Per quanto possibile cercheremo di lavorare senza soluzione di continuità», continua Ciciotti, «ma è importante, intanto, intervenire in tempi brevi per evitare ulteriori cedimenti e crolli della struttura».
L’antico convento benedettino di Santa Maria a Graiano, infatti, un importante complesso architettonico medievale a cui è annessa la chiesa, da lungo tempo è ridotto allo stato di rudere. «Si tratta di una delle strutture monastiche più antiche del territorio, ma in abbandono già prima del terremoto», continua l’architetto. «Il primissimo obiettivo è evitare ulteriori danni, poi si penserà al recupero totale. D’altra parte il complesso è molto vasto e richiede interventi impegnativi. I fondi a disposizione, tuttavia, dovrebbero essere sufficienti anche al ripristino della chiesa».
Le lavorazioni previste nel progetto del primo stralcio di lavori «dovranno essere svolte entro 150 giorni naturali e consecutivi, salvo adeguate e motivate esigenze che possano intervenire durante lo svolgimento del cantiere», come è specificato nella determina per l’appalto.
All’interno della chiesa era conservata la nota Madonna de Ambro, oggi al Munda: un’immagine a tempera della Vergine che allatta il Bambino, databile al XIII secolo e dipinta su un fine tessuto applicato su tavola. Una volta recuperato il complesso si potrebbe pensare anche a un rientro della preziosa opera nella chiesa. (m.c.)
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