E alla Nova Salus di Trasacco ci sono 57 casi Di Lorenzo: «Applicati tutti i protocolli»

28 Ottobre 2020

TRASACCO. Sale a 57 il numero dei contagiati nella struttura sanitaria Nova Salus di Trasacco. È quanto emerge dopo il secondo giro di tamponi effettuato domenica a ricoverati, personale sanitario e...

TRASACCO. Sale a 57 il numero dei contagiati nella struttura sanitaria Nova Salus di Trasacco. È quanto emerge dopo il secondo giro di tamponi effettuato domenica a ricoverati, personale sanitario e amministrativo (gli esiti sono arrivati nella giornata di ieri).
Al momento sono positivi al Covid 43 dei 46 pazienti ospitati nella struttura privata (8 dei centri di riabilitazione, 19 di medicina riabilitativa e 16 della Rsa) e 14 membri del personale (6 terapisti della riabilitazione, 4 infermieri e 4 operatori socio sanitari) su un totale di 61 unità che restano sotto attento monitoraggio medico. Sono risultati negativi al test solo tre pazienti della Rsa, mentre quattro membri del personale dovranno ripetere i tamponi perché dall’esito dubbio. La scorsa settimana i contagiati erano 14, di cui dieci ricoverati e 5 paramedici.
Fino a oggi sono tre gli ospiti della Nova Salus trasferiti in ospedali Covid in seguito a un aggravamento delle loro condizioni di salute (uno di questi purtroppo non ce l’ha fatta ed è deceduto l’altro giorno). Nei giorni scorsi c’è stato anche un decesso nella struttura, ma «per cause preesistenti e differenti dal Covid19», precisano dalla direzione sanitaria.
I pazienti che hanno contratto il virus sono residenti nei comuni di Lecce nei Marsi, Villavallelonga, Avezzano, Trasacco, Massa d’Albe, Ortucchio, Sante Marie, Luco dei Marsi, Pescina, Canistro, Celano, Magliano de’ Marsi, ma anche Teramo, Montesilvano, Secinaro, Rieti, Pescorocchiano (Rieti) e Giugliano in Campania (Napoli).
«I pazienti positivi sono asintomatici o paucisintomatici e completamente isolati da quelli negativi con percorsi separati e personale dedicato», spiega la dottoressa Lucia Di Lorenzo, «a tutti i pazienti positivi è applicato un protocollo di indagini diagnostiche e trattamento per scongiurarne l’aggravamento. Per quanto riguarda il personale, non si sono verificati contagi tra i medici e l’amministrazione. La struttura permette la separazione dei due percorsi e il personale in forze consente anche la separazione degli organici dedicati», sottolinea ancora Di Lorenzo, «ci sono alcuni terapisti che stanno prestando la loro opera anche all’interno del reparto Covid, muniti ovviamente di tutte le necessarie protezioni di massimo livello, per non interrompere il percorso riabilitativo dei ricoverati. Un sentito ringraziamento a tutto il personale in servizio che sta lavorando con dedizione e grande responsabilità anche al di fuori dei loro compiti istituzionali, per il bene dell’azienda e soprattutto dei pazienti».