E anche il teatro invoca maggiore attenzione

Ripartenza difficile: gli operatori del settore si confrontano nel Centro servizi per il volontariato
L’AQUILA. La data non è casuale: il giorno della festa dei lavoratori. Per gli operatori dello spettacolo, scegliere di riunirsi il primo maggio serve a sottolineare le potenzialità di sviluppo del lavoro nel comparto e inserisce l’iniziativa fra le molte che stanno mostrando – all’Italia intera – che di cultura si può vivere, nonostante tutto. Operatori teatrali, addetti ai lavori e rappresentanti di realtà culturali abruzzesi si riuniscono oggi alle 10.30 nella sala polivalente del Centro servizi volontariato in via Saragat.
L’incontro è nato dall’impulso di Mario Fracassi (regista di Fantacadabra di Sulmona) e dalla compagnia Teatrabile con il regista Eugenio Incarnati. Fra le compagnie partecipanti anche Tiriteri – teatro dell’Invenzione di Chieti – con Alberto Zoina, Animammersa dell’Aquila con Rita Biamonti, Silvia Di Gregorio della Libera Pupazzeria di Roio e Teatranti tra tanti con Alessandro Martorelli di Avezzano. All’incontro aperto parteciperanno alcuni esperti del settore: ci sarà Roberta Gargano (responsabile comunicazione, marketing e sviluppo del Teatro stabile d’Abruzzo); Concetta Trecco (responsabile delegazione territoriale); la dirigente scolastica dell'istituto Mazzini-Fermi di Avezzano, Fabiana Iacovitti, oltre a Maurizio Stammati (Teatro Brecht di Formia) che è presidente di Utopia, associazione italiana di teatro per ragazzi. «Specialmente in una regione come la nostra che dice di puntare su cultura e turismo, ma non sempre le intenzioni sono rispettate, le istituzioni dovrebbero dare maggiori attenzione», spiega Incarnati, «ma se le istituzioni locali rimangono assopite, quelle centrali sembrerebbero, inaspettatamente, più vigili: il Mibac, infatti, ha messo in cantiere una grande riforma del comparto, che si spera serva, fra l’altro, ad aumentare le tutele dei lavoratori. Nei giorni scorsi è stato sottolineato dal ministro Dario Franceschini come, dati Siae alla mano, nel 2020 sul comparto, che normalmente sviluppa economie notevoli per il prodotto interno italiano, si sia abbattuto un vero tornado». La posta in gioco è alta: all’orizzonte si prospetta un’estate ricca di eventi culturali, per un settore che, finalmente, tornerà a dare lavoro a tanti. Allo stato attuale però si fanno i conti con dati ancora altalenanti su epidemia e rischio di restrizioni che rendono difficile una programmazione anche a poche settimane. «Dentro i teatri», riprende Incarnati, «ci sentiamo di dire, si può stare tranquilli: già l’anno scorso, infatti, nelle rassegne e nei festival si sono adottati comportamenti di grande responsabilità e non si è registrato nemmeno un contagio, grazie ad atteggiamenti seri e a piani di sicurezza rigorosi». (fab.i.)
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