E Biondi chiama l’Esercito: «Vaccini in zone disagiate»

Appello del sindaco alla Verì: unità mobili, ci sono 56 comuni sotto i mille abitanti Le associazioni dei disabili denunciano ritardi. Una 89enne aspetta da gennaio
L’AQUILA. Mobilitare l’Esercito italiano per attivare punti mobili di vaccinazione nei comuni montani e delle aree interne. È la richiesta formulata dal presidente del Comitato ristretto dei sindaci della provincia dell’Aquila, Pierluigi Biondi, all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. Il sindaco del capoluogo ricorda che la provincia aquilana occupa la metà del territorio abruzzese con un’estensione di circa 5mila chilometri quadrati, con 56 comuni al di sotto dei mille abitanti che scontano una condizione di disagio e isolamento. Intanto, sollecita l’attivazione di unità mobili per la vaccinazione dei soggetti non trasportabili il presidente del coordinamento cittadino delle associazioni dei disabili Massimo Prosperococco.
ESERCITO IN CAMPO. Prima di scrivere all’assessore Verì, il sindaco Biondi ha inviato una nota al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Francesco Figliuolo, e al capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, affinché fosse promossa una campagna vaccinale “a tappeto” nei centri più piccoli del territorio, estendendola a tutti cittadini over 60, per consentire a coloro che risiedono in centri distanti dai maggior punti di somministrazione di aderire al processo di immunizzazione. Nella lettera di risposta, il capo gabinetto della struttura commissariale, il colonnello Gabriele Cosimo Garau, ha sottolineato come sia stato «recentemente chiesto alle Regioni di implementare il proprio modello organizzativo di distribuzione e somministrazione con l’attivazione di punti vaccinali minori che si andranno a sommare ai grandi hub, prevedendo anche l’impiego di team mobili delle forze armate». Da qui la richiesta alla Verì: «Ritengo», evidenzia Biondi, «che la Regione debba attivare l’Esercito italiano al fine di creare punti mobili a servizio delle aree interne della provincia aquilana che, ricordo, occupa la metà del territorio abruzzese con un’estensione di circa 5mila chilometri quadrati, 56 comuni al di sotto dei mille abitanti e dunque una condizione di disagio che, allo stato attuale, impedirebbe di procedere con una somministrazione capillare». Biondi sottolinea che «avere attenzione verso le comunità locali più piccole sia un dovere istituzionale in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci, morale come sindaco del comune capoluogo di regione e in linea con il programma di governo di città-territorio». La lettera è stata inviata anche al presidente Marco Marsilio, all’assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris, al direttore del Dipartimento sanità Abruzzo, Claudio D’Amario, al responsabile per le vaccinazioni della Regione, Maurizio Brucchi, e al comandante del Cme Abruzzo, colonnello Marco Iovinelli.
DISABILI SENZA VACCINO. «Anziani e disabili che hanno bisogno di vaccinazione a domicilio», denuncia Prosperococco, «sono agli arresti domiciliari con tutta la famiglia. Da giorni ricevo decine di segnalazioni di persone non trasportabili chiuse in casa che non vengono vaccinate, insieme ai loro cari in aspettativa dal lavoro per evitare di contagiarli. Le Asl devono attivare unità mobili per vaccinare queste persone, non è accettabile fare uno spot dicendo che la vaccinazione domiciliare è partita, ma in realtà solo per poche decine di utenti. All’Aquila città siamo pari a zero».
MESSAGGIO A MARSILIO. Un post al giorno per il presidente Marsilio, fino a quando non sarà vaccinata la madre e tutti coloro che si trovano nella stessa situazione. È l’iniziativa intrapresa su Facebook da una cittadina aquilana: «Buongiorno presidente Marco Marsilio», scrive Rachele Bergantino, «so che lei ha molto a cuore la salute dei suoi cittadini e il buon funzionamento dei servizi della nostra Regione, volevo informarla che nemmeno oggi mia madre, agli arresti domiciliari come me, è stata vaccinata, le ricordo che ha 89 anni, con legge 104, prenotata il 20 gennaio. La terrò informata ogni giorno sulla progressione della vaccinazione domiciliare».
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