E Di Benedetto pensa di abbattere quelle con problemi seri

I candidati a sindaco sono per monitorare attentamente gli alloggi Ma la critica al progetto arriva da quasi tutte le parti politiche
L'AQUILA. Cosa fare del patrimonio immobiliare del progetto Case? Come gestire la manutenzione, alla luce dell'evacuazione di un'intera piastra a Coppito 2, che ripropone il problema della sicurezza? Anche i candidati sindaci si interrogano. Quasi tutti concordi sulla necessità «di una mappatura che individui le criticità e lo stato di manutenzione praticabilità degli alloggi». E sarà il Comune, che ne ha assunto in proprio la gestione, a doversene occupare.
«Quello che è accaduto è riconducibile a problemi strutturali», afferma Americo Di Benedetto, candidato del centrosinistra, «che non si risolvono certo con la manutenzione. L'obiettivo è mantenere, nel tempo, le piastre del Progetto Case che danno una reale garanzia, abbattendo quelle che evidenziano problemi importanti. Ma il tutto senza costi per l'amministrazione comunale. Il primo passo è un monitoraggio completo del patrimonio, per procedere alle opportune valutazioni del caso».
Per Pierluigi Biondi, candidato del centrodestra «che il progetto Case sia stato indispensabile, dopo il sisma del 2009, lo dice la storia, altrimenti L'Aquila si sarebbe svuotata. Ci possono essere stati dei difetti di costruzione, ma la manutenzione è un'altra cosa e non è stata fatta. Cialente dovrebbe andare a ritrovare le polizze fideiussorie stipulate dalle ditte. Non sappiamo neppure se è mai stata effettuata una reale ricognizione». Quanto al possibile smantellamento delle strutture ritenute inadeguate o poco sicure, Biondi è titubante: «In alcune addirittura sono stati inseriti i pannelli solari. Ne scaturirebbe una serie di contenziosi».
Carla Cimoroni, candidata della Coalizione civica rimarca: «Abbiamo sempre osteggiato il progetto Case, in quanto permanente. Sarebbe stato meglio qualcosa di provvisorio che non impattasse sul territorio. È stato imprudente, da parte del Comune, assumere a patrimonio l'intero progetto Case, con i suoi 4.500 alloggi, senza avere la capacità economica per gestirlo. È più che mai necessaria una verifica complessiva sugli alloggi che ne identifichi o stato e la praticabilità. Superato questo passaggio propedeutico, si deve pensare all'abbattimento delle piastre dove non permangono condizioni di sicurezza. Il progetto Case dovrebbe far riflettere anche quanti chiedono a gran voce deroghe per gli appalti sulla ricostruzione che possono produrre questi effetti, se non si sposano con la qualità e il lavoro a regola d'arte».
Per Giancarlo Silveri, candidato di Riscatto popolare «senza il progetto Case, gli aquilani sarebbero ancora sotto le tende o nei container, come ad Amatrice. Bene, quindi, l'intervento iniziale che, tuttavia è stato realizzato in tempi così rapidi da richiedere una maggiore manutenzione. Stiamo toccando con mano la sciatteria dell'amministrazione uscente. Il problema è serio: bisogna verificare le reali condizioni di tutte le piastre e buttare giù quelle che non hanno motivo di stare in piedi».
«Una soluzione ottimale», la definisce Nicola Trifuoggi, candidato sindaco di L'Aquila Polis, «almeno nella fase di prima emergenza, subito dopo il sisma, quando in migliaia erano senza casa, ma l'errore del Comune è stato accettare la donazione a scatola chiusa da parte dello Stato, senza garanzie per il futuro. Bisogna censire le piastre, verificarne lo stato e decidere quali conservare».
Fabrizio Righetti, candidato M5s definisce il progetto Case «uno dei più grandi fardelli che lascia l'amministrazione Cialente, preso in gestione senza valutarne i costi, né la necessità di mantenerlo in piedi. Dopo un'attenta ricognizione si potrebbero abbattere quelli fatiscenti e destinare una parte di quelli utilizzabili per la ricettività turistica e universitaria».
Infine, Claudia Pagliariccio, candidata Casapound parla di «mancata manutenzione da parte del Comune, che non è stata effettuata correttamente né sugli appartamenti, né sugli isolatori. È stato un progetto importante, che in piena emergenza, ha restituito dignità alle famiglie aquilane, dando loro un'adeguata collocazione, seppure provvisoria. Se fosse stata eseguita un'adeguata e puntuale manutenzione, nel corso del tempo, non sarebbe accaduto nulla. L'evacuazione della piastra a Coppito 2 fa seguito ad una serie di episodi che hanno messo a rischio l'incolumità dei residenti».
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