E i genitori si sfogano: restituiteci il corpo

Da sette mesi attendono di poter dare sepoltura al figlio, ma il magistrato nega ancora il nulla osta
SULMONA. È dallo scorso mese di ottobre, quando è stato scoperto che quel corpo martoriato ritrovato da un cacciatore nel bosco di Cerri apparteneva a Giuseppe, che i suoi genitori aspettano di potergli dare una degna sepoltura. Sono trascorsi sette lunghi mesi e la procura della Spezia, nonostante le continue richieste dei legali, continuano a negare la restituzione della salma ai familiari.
L’ultima risposta negativa c’è stata ieri pomeriggio, quando l’avvocato Alessandro Rotolo ha telefonato al sostituto procuratore Claudia Merlino, esponendo la necessità e il bisogno dei genitori e dei parenti di poter piangere Giuseppe su una tomba. Il legale si è sentendosi rispondere che il corpo dovrà restare ancora a disposizione degli inquirenti per poter procedere ad altri esami propedeutici all’individuazione dei responsabili dell’omicidio e poter arrivare, dunque, alla soluzione del caso.
«Questa situazione è davvero assurda», afferma l’avvocato Rotolo, «è forse la prima volta in Italia che una procura avverta la necessità di concedersi tutto questo tempo per svolgere gli esami peritali. Siamo in presenza di continue richieste di proroga che negano il ritorno a casa della salma di Giuseppe. Non riusciamo a capire questo comportamento e nei prossimi giorni, insieme agli altri colleghi che con me si stanno occupando della vicenda per conto della famiglia Colabrese, inoltreremo un’ istanza ufficiale al procuratore della Spezia affinché restituisca il corpo del giovane alla famiglia per la celebrazione dei funerali».
Un diritto sacrosanto, quello rivendicato dai genitori, i quali non riescono a darsi pace per aver perso un figlio in un modo così atroce. Un figlio al quale, oltretutto, non riescono ancora a dare una degna sepoltura. (c.l.)
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