E il Collegio d’Abruzzo sarà demolito e ricostruito

5 Aprile 2022

Delibera della giunta. Nel palazzo in via Burri si trovava anche la sede dell’Upim Resterà invariato l’utilizzo dei locali all’interno. Intervento da dieci milioni 

L’AQUILA. Il palazzo del “Collegio d’Abruzzo” fra via Camponeschi, via Burri e via Sallustio, di proprietà dei Gesuiti e dove c’era anche la sede dell’Upim, sarà quasi tutto demolito e ricostruito (un lavoro da circa 10 milioni). Non sarà abbattuto soltanto un “pezzo” in via Burri dove c’è uno storico portale. La delibera di giunta comunale ora dovrà passare in Commissione e in Consiglio.
IL PERMESSO
Nel rilasciare il permesso a costruire la giunta scrive che «il progetto in questione è stato sottoposto all’esame della Commissione pareri che ha classificato l’edificio come incongruo. La stessa Commissione ha approvato il progetto di sostituzione edilizia e la conservazione di una porzione di edificio su via Burri dove è presente un antico portale per il quale e previsto il restauro e il risanamento conservativo». Nell’atto si ricorda che il Comune «al fine di favorire la riqualificazione e il rinnovamento urbano dei centri storici, in funzione anche della densità, qualità e complementarietà dei servizi di prossimità e dei servizi pubblici su scala urbana, può introdurre specifiche disposizioni volte alla demolizione e alla ricostruzione di edifici in cemento armato o comunque ritenuti incongrui dalla Commissione pareri. In tali casi la ricostruzione può prevedere nuove definizioni tipologiche costruttive».
EDIFICI INCONGRUI
«Per edifici incongrui» si legge ancora «si intendono edifici che, per epoca di costruzione, dimensioni, sagoma, caratteristiche architettoniche e costruttive non siano rappresentativi del contesto urbano di riferimento e quindi presentino elementi di contrasto con i caratteri di rilevanza storica, morfologica, tipologica e percettiva, del paesaggio urbano».
IL PROGETTO
Il progetto prevede «la demolizione e ricostruzione dell’aggregato Collegio d’Abruzzo a seguito della sua qualificazione come edificio incongruo e il restauro e il risanamento conservativo della porzione di fabbricato con il portale esistente in via Burri. Non si prevedono aumenti di superficie utile e di volume, verrà conservata l’impronta generale dell’edifico lasciando invariate le destinazioni d’uso e l’utilizzo dei locali all’interno. È prevista la ricomposizione dei prospetti in una ottica più moderna e con la necessità di avere due linguaggi compositivi differenti: più moderno nelle vicinanze della moderna via Sallustio e su parte di via Camponeschi e l’altro più affine al contesto antico dei palazzi storici, sulla restante parte di via Camponeschi e soprattutto su via Burri».
LA STORIA
Il palazzo fu realizzato ex novo a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. I Gesuiti dopo la cessione all’Università della loro sede storica (Palazzo Camponeschi) ricostruirono l’area all’angolo fra via Camponeschi e via Sallustio per farne la sede del Collegio universitario. Per coprire almeno una parte delle spese di gestione affittarono i locali al piano terra all’Upim. Il Collegio negli anni ha ospitato migliaia di studenti aquilani e non ed è rimasto in funzione fino all’anno accademico 2007-2008 quando i Gesuiti lasciarono, dopo secoli, L’Aquila. A quel punto divenne studentato universitario gestito dall’Adsu (azienda diritto allo studio).
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