E il Comitato delle partite Iva protesta: «Carenza di servizi e istituzioni latitanti»

SULMONA. Chiudere anticipatamente i locali e lasciare un ospedale in balia di se stesso in piena pandemia non ha alcun senso per “Oltre la saracinesca”. Per questo i gestori di bar, ristoranti e...
SULMONA. Chiudere anticipatamente i locali e lasciare un ospedale in balia di se stesso in piena pandemia non ha alcun senso per “Oltre la saracinesca”. Per questo i gestori di bar, ristoranti e attivisti del comitato minacciano azioni di protesta se le istituzioni non metteranno in condizioni i sanitari di affrontare al meglio l’emergenza e di assistere a pieno i cittadini. «Riguardo all’attuale grave situazione sanitaria dell’ospedale Annunziata di Sulmona, siamo costretti ad intervenire nuovamente con energia, a fronte delle vistose lacune organizzative», spiega il presidente del Comitato, Venanzio De Panfilis, «in particolare riferite al trattamento dei pazienti, sia potenzialmente positivi, sia già riconosciuti come contagiati Covid-19, sia sul servizio di tamponi verso tutti i cittadini. Si chiede pertanto un intervento immediato dei rappresentanti istituzionali, responsabili di tali servizi. Il Comitato, a tal fine, è pronto ad azioni di protesta, civile e pacifica, nel caso non si intervenga in modo risolutivo in merito alle problematiche evidenziate». Il sodalizio lamenta «la carenza dei servizi e la latitanza istituzionale» e rivendica un impegno a tutto campo sulle questioni del territorio. «Il Comitato, nato in piena emergenza già nella prima ondata Covid19 con l’obiettivo di tutelare le varie partite Iva, in considerazione della grave crisi economica che ne è derivata, è operativo da 4 mesi», ricorda De Panfilis. L’ultima iniziativa a cui ha partecipato il Comitato è stata la fiaccolata in piazza Garibaldi dei gestori dei locali per denunciare le perdite negli incassi. (f.p.)

