E il tifoso-cantante deride i calciatori in fuga

Crisi dell’Avezzano calcio e squadra smantellata, così Megna racconta la delusione biancoverde
AVEZZANO. È sul web da un paio di giorni, ma fin dal suo apparire la canzone rivisitata dalla vena artistica di Adriano Megna ha fatto registrare una infinità di consensi, soprattutto da parte dei tifosi dell’Avezzano calcio che in questi giorni hanno visto la loro squadra letteralmente smembrata dopo l’abbandono da parte del presidente Gianni Paris e la fuga di quasi tutti i titolarissimi.
Quella di Adriano Megna (di professione capo animatore di villaggi turistici) è una passione per la musica, vecchia al pari di quella per la squadra della propria città. Così la partenza di quasi tutti i titolari ha scatenato nel cuore dell’artista una rabbia pari alla delusione. Assistere al fuggi fuggi generale nel momento della difficoltà, ha ispirato il cantautore (perché Megna lo è da moltissimi anni) e lo ha indotto a modificare le parole della più celebre “Torna a casa” del gruppo italiano dei Maneskin, adattandole alla circostanza con un fare tra l’ironico e il sarcastico.
Mercenari, traditori, gente senza i cosiddetti attributi: questo in sintesi è il messaggio che Megna ha indirizzato ai disertori del pallone sul suo profilo Facebook: «Sono scappati tutti a casa, domenica gioca il custode». E, ancora, l’impietoso paragone con gli eroi biancoverdi del passato, dal bomber Bobo Di Nicola a Pierleoni.
A rispondergli sono stati quegli stessi tifosi biancoverdi che come lui non hanno preso di buon grado la fuga a gambe levate di alcuni celebrati titolari dai quali ci si aspettava ben altro rendimento. «E la cosa» afferma Megna «mi ha indubbiamente gratificato, perché ho potuto constatare che il mio stato d’animo è esattamente pari a quello di tanti altri tifosi che come il sottoscritto si sobbarcano chilometri e chilometri a ogni trasferta, ricevendone in cambio solo delusioni».
Ma a Megna ha dato fastidio anche un altro aspetto della vicenda: «Ritengo che nella vita bisognerebbe essere più uomini, e come tali assumersi ciascuno le proprie responsabilità, esattamente ciò che non hanno fatto tutti questi signori che tra l’altro mi risulta che siano andati via anche senza salutare i compagni che sono rimasti. Ma stiano tranquilli che alla prima occasione che ce li ritroveremo di fronte da avversari, li subisseremo di fischi perché il loro comportamento è stato da veri traditori».
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