E intanto scoppia la guerra dei manifesti

8 Giugno 2017

Telecamera nascosta, M5S inchioda i rivali: il video fa un milione di visualizzazioni. De Angelis si dissocia: non è il mio stile

AVEZZANO. Ha avuto un milione di visualizzazioni in pochi giorni il video finito sul web in cui si vedono due persone che strappano i manifesti del Movimento 5 Stelle ad Avezzano. Sotto accusa la coalizione guidata da Gabriele De Angelis che non ci sta e che si «dissocia» scusandosi con il candidato pentastellato Francesco Eligi, sottolineando però il tentativo di «strumentalizzazione da parte del movimento di Grillo».
Dopo decine di manifesti del Movimento 5 Stelle strappati in tutta la città i militanti hanno deciso di piazzare una telecamere nascosta per scoprire i responsabili. La trovata ha funzionato perché sono riusciti a riprendere le immagini nella notte del 31 maggio, alle 3.40, in via Garibaldi.
«Noi vorremmo continuare a pubblicare solo video che parlano del nostro programma», ha affermato Eligi, «ma siamo costretti a informarvi sul livello infimo raggiunto dalla campagna elettorale. Se non rispettano la legge ora dopo cosa faranno?».
Non si è fatta attendere la replica del candidato De Angelis.
«Ho visto il video», ha affermato l’altro aspirante sindaco, «sono il primo a dissociarmi e dolermi per quanto avvenuto e quindi a scusarmi con il candidato Eligi, con il Movimento 5 Stelle e soprattutto con i cittadini di Avezzano. Non è il mio stile e non è lo stile della mia coalizione. Proprio su questo, però, vorrei fare una piccola precisazione. Non posso passare sottovoce il fatto che il M5S cerca di attribuire a un’intera coalizione, formata da 7 liste e 168 candidati provenienti per il 90% dalla società civile, il comportamento di due soggetti esterni, pagati da un candidato per affiggere i suoi manifesti, e che peraltro lo stesso candidato mi ha assicurato essere stati redarguiti e poi estromessi dall’organizzazione già prima della denuncia del M5S proprio per i loro comportamenti. Nel ribadire la mia condanna per atteggiamenti del genere, allo stesso tempo sottolineo però il tentativo di strumentalizzare questa vicenda da parte dei 5 Stelle attribuendo questi fatti alla mia coalizione le cui componenti, dall’inizio della campagna elettorale, hanno tenuto un profilo istituzionale, di rispetto e confronto con gli avversari. Strumentalizzazione, peraltro, già avvenuta in altro episodio che avrebbe meritato altra reazione e che, proprio per evitare inutili tensioni, ho personalmente lasciato raffreddare e passare».
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