E l’allevamento di visoni finisce nel mirino

9 Novembre 2020

Casi di mutazioni del virus: la Lav lancia l’allarme per le otto aziende italiane, una a Castel di Sangro

CASTEL DI SANGRO. I visoni potenziali portatori di Covid19 fanno paura anche all’Abruzzo. A Castel di Sangro si trova uno degli otto allevamenti d’Italia, più di una volta, in passato, al centro della polemica. A lanciare l’allarme è la Lega antivivisezione (Lav) che ha documentato «una serie di violazioni delle norme di biosicurezza finalizzate a evitare l’introduzione del coronavirus negli allevamenti di visoni presenti nel nostro Paese». È notizia degli ultimi giorni che in Danimarca il governo abbia deciso di abbattere tutti i visoni presenti nei propri allevamenti per limitare i focolai di Sars-Cov2 per il timore che il virus mutato negli animali da pelliccia sia stato trasmesso all’uomo. L’indagine dell’associzione animalista italiana è partita da un allevamento di Cremona dove «lo scorso agosto» sostiene la Lav «sono stati documentati i primi casi italiani di visoni positivi al coronavirus, dopo che un operatore si era ammalato di Covid». Insomma, secondo gli animalisti l’Italia rischia una pandemia nella pandemia. «Sembra accertato che l’uomo sia la fonte primaria di introduzione in questi allevamenti del virus che qui trova condizioni particolarmente favorevoli», spiegano dalla Lav, «purtroppo il virus non solo si è diffuso, ma ha anche mutato il proprio genoma infettando nuovamente le persone e creando così un circolo vizioso. La salvaguardia della salute pubblica non può dipendere dalla volontà degli allevatori di rispettare le misure di biosicurezza. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i presidenti delle Regioni Attilio Fontana in Lombardia, Luca Zaia per il Veneto, Stefano Bonacciani in Emilia Romagna e Marco Marsilio per l’Abruzzo hanno la responsabilità, e il potere, di chiudere questi veri e propri serbatoi del coronavirus». In Italia sono 8 gli allevamenti di visoni: 3 sono in Lombardia nelle province di Brescia e Cremona, in piena zona rossa; 2 in Veneto ed Emilia-Romagna e uno, appunto, a Castel di Sangro. Per sensibilizzare le istituzioni la Lav ha lanciato anche una petizione affinché gli allevamenti italiani di visoni vengano chiusi entro l’anno. Intanto, l’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto sapere che «approfondirà la questione» con le autorità di danesi per conoscere i dettagli del massacro di milioni di visoni a causa della mutazione del Covid19.
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