E l’ex Istituto d’arte devastato provoca ancora indignazione

24 Maggio 2021

L’AQUILA. «Angoscia, rabbia e impotenza sono solo alcune delle sensazioni che ti assalgono, quando un pomeriggio piovoso di maggio del 2021 ti avventuri in quello che resta di una vecchia scuola...

L’AQUILA. «Angoscia, rabbia e impotenza sono solo alcune delle sensazioni che ti assalgono, quando un pomeriggio piovoso di maggio del 2021 ti avventuri in quello che resta di una vecchia scuola devastata dal sisma nel 2009: l’Istituto d’arte del capoluogo». A parlare è Sergio Nanniccola, aquilano, docente all’Accademia delle belle arti di Brera a Milano, in riferimento all’edificio del quartiere di Villa Gioia. «Ai miei occhi», sottolinea, «non è una scuola qualunque, considerato che quarantaquattro anni fa la frequentai con grande naturalezza prima da studente e poi da insegnante. Alla devastazione sismica è seguita quella dell’uomo, la scuola infatti si presenta come una terra di nessuno, alla mercé di chiunque sia intenzionato a depredare un corpo morto».
Una situazione più volte fotografata e raccontata dal quotidiano il Centro, nel corso di questi anni di post-sisma.
«In quello che una volta era un parcheggio asfaltato», spiega ancora il professor Nanniccola, «ora ti accoglie una giungla di piante. Il resto è un insieme di vetri sfondati, suppellettili, macerie».