E l’ex mattatoio cambia: qui al lavoro sui restauri

9 Novembre 2022

Il piano di riconversione. Ci saranno spazi per lo studio dei capolavori, sala didattica e un deposito visitabile di opere d’arte di vario tipo provenienti da tutta la regione 

L’AQUILA. Una volta che le opere del Museo nazionale d’Abruzzo potranno tornare al castello cinquecentesco, l’ex mattatoio, che ospita il Munda dal 2015, non sarà abbandonato, ma verrà riconvertito. Le sale in cui oggi sono esposte le opere più importanti dell’arte abruzzese, a pochi passi dalle 99 cannelle, verranno trasformate in depositi e ricoveri temporanei di beni culturali, con annessi laboratori di restauro. Un progetto di cui si è occupato lo studio di architettura Guicciardini e Magni (che ha firmato anche il progetto del nuovo museo al castello, ndc).
OLTRE MILLE METRI QUADRATI
«La struttura è costituita da un corpo di fabbrica principale di 1.050 metri quadrati» è spiegato nel progetto «costituito da tre corpi in muratura, collegati tra loro attraverso la chiusura verticale e orizzontale delle piazzole interne, e da una stecca a forma di L a un unico piano che affianca il fabbricato principale su due lati». Questo edificio, che ospita il Munda, è stata oggetto di un intervento di riparazione e ristrutturazione tra il 2010 e il 2015. In questi ambienti, protetta da presidi antisismici, si trova una selezione di una sessantina di reperti archeologici e 112 tra dipinti, sculture e oreficerie, dal Medioevo all’età moderna. Si tratta di capolavori che testimoniano l’identità, la storia e la vitalità della cultura abruzzese, alcuni dei quali recuperati tra le macerie del sisma 2009 e restituiti.
DEPOSITO VISITABILE
«La nuova sede dei depositi di emergenza della sede dell’ex mattatoio vuole rispondere alla necessità di non interrompere il rapporto che esisteva tra il museo, la città ed il territorio» si spiega negli elaborati: «esso infatti ripropone al pubblico un deposito visitabile di opere d’arte di vario tipo provenienti da tutta la ragione Abruzzo».
SALE STUDIO
Questi nuovi depositi consentiranno di avere anche spazi di servizio per lo studio, la corretta movimentazione e l’imballo delle opere, il restauro, spazi dedicati ad attività di esposizione, fruizione pubblica, partecipazione culturale delle comunità limitrofe o dei territori di provenienza degli oggetti.
AREA ACCOGLIENZA
Il progetto prevede un’ampia area di accoglienza che può divenire, a seconda delle occasioni, anche area espositiva o sala didattica annessa alle attività di restauro.
GARA D’APPALTO
«Partirà nelle prossime settimane la gara per l’aggiudicazione dei lavori» assicura il responsabile unico del procedimento, Michela Marrone, dell’Usra, «l’importo complessivo è di circa due milioni». I lavori potranno cominciare solo una volta che tutte le opere saranno trasferite all’interno del castello. «È un gioco di incastri», spiega il titolare dell’Ufficio speciale, Salvatore Provenzano, «questa operazione garantirà una continua operatività del museo: il Munda resterà all’ex mattatoio fintanto che il forte spagnolo sarà disponibile, da allora comincerà il trasferimento delle opere». (m.c.)
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