E l’Ordine è pronto alla sospensione

3 Febbraio 2017

Chiesta la documentazione in Procura. Il presidente Ortu: «Se vera, è una vicenda squallida»

AVEZZANO. L’Ordine provinciale dei medici ha chiesto tutta la documentazione sulla vicenda che coinvolge l’indagato Fabio Ranalli. Il medico verrà sospeso per tutto il periodo della detenzione e successivamente, dopo l’eventuale procedimento penale a suo carico, potrebbero scattare ulteriori sanzioni, fino alla radiazione. «Se le accuse sono vere, si tratta di una vicenda squallida che offende tutti i medici», si limita a commentare il dottor Maurizio Ortu, presidente provinciale dell’Ordine dei medici, «il nostro codice deontologico è molto preciso». Le accuse della Procura sono gravi, tanto che la misura cautelare è stata chiesta per impedire all’indagato di «infangare una così nobile professione che chiede dedizione al prossimo, al malato e non al profitto». Inoltre, sempre in base a quanto emerso, il dottor Ranalli è «venuto meno al giuramento proprio di una così nobile professione che chiede dedizione al prossimo, al malato e non al profitto».

In attesa che il medico chiarisca la propria posizione, sia a Pescina che a Lecce nei Marsi in molti lo difendono. Ranalli è stato anche consigliere comunale, una prima volta dal 2006 al 2011 e una seconda dal maggio 2011 al settembre 2014, sempre con liste civiche. L’ex sindaco di Pescina e attuale consigliere regionale Maurizio Di Nicola ha commentato così in un post su Facebook: «È una vicenda triste, che mi ha turbato. Ma quel che si legge non cambia la storia lunga che mi ha fatto conoscere ed apprezzare Fabio come ottimo medico. Sono certo che saprà chiarire questa spiacevole situazione. Il fatto così come raccontato da questi primi atti giudiziari è certamente censurabile, ma solo il processo restituirà a tutti la verità di quel che è accaduto. Adesso il mio pensiero va a chi sta soffrendo con lui e a chi gli vuole bene, come noi». (r.rs.)

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