E la centrale turbogas sarà accesa a fine anno

SULMONA. E mentre si litiga sul metanodotto Snam e sull’annessa centrale di compressione di Case Pente, va avanti la realizzazione dell’altro impianto alimentato a metano, la centrale turbogas della...
SULMONA. E mentre si litiga sul metanodotto Snam e sull’annessa centrale di compressione di Case Pente, va avanti la realizzazione dell’altro impianto alimentato a metano, la centrale turbogas della Metaenergia. L’impianto, che è ancora più potente della centrale a servizio del metanodotto, è in fase avanzata di ultimazione nella zona industriale di Sulmona, con l’entrata in funzione prevista entro la fine dell’anno. Due mega impianti alimentati a metano a poco più di cinque chilometri uno dall’altro, secondo il comitato dei medici sarebbero fortemente nocivi per la salute della popolazione.
«Non è possibile che si rilascino autorizzazioni in modo così rapido e semplice per la realizzazione di una centrale turbogas quando è in atto da anni una dura battaglia contro la centrale Snam di Case Pente», afferma il portavoce del Comitato dei medici dell’Isde, Maurizio Proietti, nonché consigliere comunale di maggioranza. «Una centrale turbogas che andrebbe a produrre il doppio di inquinamento e di polveri sottili rispetto alla centrale a servizio del metanodotto Snam. Ci sembra una cosa fuori dal mondo. Per questo faremo tutto quanto è possibile per impedirne la messa in funzione».
La nuova centrale turbogas di Sulmona è parte integrante di un progetto che prevede la realizzazione di sei centrali nelle città di Sulmona, Gorizia, Piombino, Cassino, Melfi e Castellanza. La centrale turbogas della Metaenergia verrà alimentata da 22 motori a gas e avrà una potenza di 380 mega watt. (c.l.)

