E nel salotto di Bruno Vespa la cucina ai tempi di Ovidio

SULMONA. Si trova ancora ai piedi del Morrone la santoreggia, una delle tante erbe aromatiche e afrodisiache citate da Ovidio nelle sue opere. A distanza di duemila anni, in occasione del...
SULMONA. Si trova ancora ai piedi del Morrone la santoreggia, una delle tante erbe aromatiche e afrodisiache citate da Ovidio nelle sue opere. A distanza di duemila anni, in occasione del Bimillenario ovidiano, si riscoprono i sapori della cucina antica, che sono stati al centro di un servizio di Porta a Porta su Raiuno. I gusti e le tradizioni che hanno posto le basi di quella che sarebbe diventata la cucina mediterranea saranno approfonditi in un convegno che si terrà il prossimo mese. L’evento è organizzato da Gianni D’Amario, delegato sulmonese dell’Accademia della cucina italiana, che approfondirà il tema dell’alimentazione e della cucina dai tempi di Ovidio ai giorni nostri. «L’Accademia italiana della cucina», spiega D’Amario, «ha tra gli obiettivi la salvaguardia della cultura della civiltà e della tavola». Dopo aver raccolto sul Morrone (nei pressi della villa di Ovidio) tarassaco, santoreggia e senape selvatica, i ristoratori Domenico Santacroce e sua moglie Antonella Di Cristofaro hanno preparato i piatti dell’antichità nel programma di Bruno Vespa. Fra cui zuppa di funghi e santoreggia, cicoria e formaggio fresco. E già arrivano le prime richieste da parte dei turisti sui piatti di Ovidio. (f.p.)
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