E ora sono esclusi disservizi nei soccorsi

21 Gennaio 2018

Pescasseroli, il perito: «Lesioni troppo gravi per poter rimediare». Ma resta il problema dell’isolamento

PESCASSEROLI. Si erano levate polemiche su presunti ritardi nei soccorsi. Ma le risultanze dell’autopsia hanno escluso qualsiasi responsabilità in tal senso. La bimba aveva delle fratture talmente gravi e letali che comunque non sarebbe sopravvissuta anche se fosse stata portata in un ospedale attrezzato in tempi rapidi. Ma, a prescindere da questa obiettiva valutazione, l’elicottero del 118 non sarebbe potuto comunque decollare a causa del maltempo anche a fronte della tragedia avvenuta all’Aquila quasi un anno fa, proprio a causa di una tempesta di neve e forse per errori di manovra. Comunque, al di là del fatto che le cause di questa tragedia sono ben altre, il tema dei ritardi nei soccorsi è stato al centro di un’interrogazione del consigliere regionale Maurizio Di Nicola.
Anche perché la problematica è comunque esistente, a prescindere dal caso specifico. «Ho chiesto al presidente, ovvero all'assessore regionale alla Programmazione sanitaria», ha scritto nel documento, «se non si debba chiamare in causa l’intera riorganizzazione del servizio 118, ivi inclusi gli aspetti legati alla motorizzazione e all’equipaggiamento dei mezzi di soccorso che operano in aree montane e, infine, se non si ritenga essere venuto il momento di dar corso alla valutazione di ulteriore riconversione del Pta “Serafino Rinaldi” di Pescina in un presidio ospedaliero di area disagiata per assicurare servizi corrispondenti ai fabbisogni sanitari territoriali».
In precedenza, sullo stesso tema, era intervenuto anche il consigliere comunale di Pescasseroli, Silvano Di Pirro, esponente di Prc.
«I piccoli centri montani», ha commentato Di Pirro, «isolati e distanti centinaia di chilometri dai presidi ospedalieri, soffrono da decenni una condizione di abbandono e di spoliazione dei servizi essenziali».
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