E Palumbo rilancia l’attacco a Di Benedetto

3 Gennaio 2020

Il capogruppo Pd in consiglio: il sindaco non ha più né una maggioranza, né un’opposizione

L’AQUILA. «Cosa sarebbe successo se a vincere le elezioni comunali nel 2017 fosse stato Americo Di Benedetto e non Pierluigi Biondi? Avremmo avuto una maggioranza meno litigiosa? Saremmo stati capaci di imprimere una marcia diversa alla ricostruzione materiale e sociale della nostra città? Saremmo riusciti ad indicare per essa una prospettiva reale rispetto alle sfide che il futuro ci pone davanti?». Sono le domande che si pone il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, che attacca senza mezzi termini Di Benedetto e il Passo Possibile, il gruppo che ha permesso con il suo voto di non far mancare il numero legale nel consiglio del bilancio.
«Difficile crederlo ripercorrendo all’indietro questi due anni e mezzo che hanno visto l'opposizione spaccarsi sistematicamente al verificarsi di ogni vera crisi di maggioranza, dimostrandosi così, invece che alternativa, subalterna culturalmente ad essa. Con un’aggravante, quella di dividersi non su temi di interesse della città, rispetto ai quali sarebbe pure legittimo avere posizioni diverse, ma sempre in riferimento alle tensioni in seno alla maggioranza e sempre secondo lo stesso copione: al manifestarsi di una spaccatura tra le forze di maggioranza, e in particolare tra il sindaco e la Lega, è corrisposta puntualmente una frattura altrettanto evidente tra il gruppo del Passo Possibile e il resto delle forze di minoranza. Una dinamica», sottolinea Palumbo, «riconducibile esclusivamente a logiche di tattica politica, che nulla hanno a che vedere con il bene della città, retoricamente chiamato in causa in più di un'occasione, e ispirata da una perversa logica speculare: distinguersi dalla maggioranza (pur facendone parte) in un caso, distinguersi dall’opposizione (pur facendone parte) nell’altro. Con buona pace sia di Biondi, sia delle forze di centrosinistra, candidandosi in coalizione con le quali gli esponenti del Passo Possibile sono stati eletti in consiglio comunale, provinciale e regionale. Un atteggiamento cinico di cui chi fa politica non può scandalizzarsi, ma che produce a cascata un singolare risultato: ritrovarci alla guida della città un sindaco che non ha né una vera maggioranza su cui contare, né una vera opposizione a cui tener testa».
«Non esiste più la maggioranza uscita all'esito delle elezioni e c'è la necessità di verificare l'esistenza di una nuova? Lo si dica apertamente», conclude Palumbo.