E per il cinema sotto sequestro si mobilita il mondo culturale

25 Settembre 2020

AVEZZANO. Si teme un autunno e un inverno senza cinema ad Avezzano e nel resto della Marsica. Dopo il sequestro delle otto sale del multiplex Astra, nell’ambito dell’inchiesta nella Procura di Padova...

AVEZZANO. Si teme un autunno e un inverno senza cinema ad Avezzano e nel resto della Marsica. Dopo il sequestro delle otto sale del multiplex Astra, nell’ambito dell’inchiesta nella Procura di Padova su una presunta frode nella vendita di prodotti petroliferi, il mondo della cultura si mobilita per chiederne l’immediata riapertura.
«La chiusura del cinema Astra rappresenta un duro colpo per la cultura della nostra città», precisa Stefano Fonzi, direttore d’orchestra e compositore, «è vero che il mondo è notevolmente cambiato e che tutti i canali ormai offrono programmazioni on demand disponibili per chiunque, ma il cinema rappresenta un mondo, il mondo dell’arte cinematografica. Si va al cinema non solo per socializzare e passare una serata diversa, ma anche per guardare l’arte del cinema sul grande schermo. Per ascoltare le straordinarie colonne sonore trasmesse su impianti surround di ultima generazione o ancora per emozionarsi con gli effetti dei trucchi e della tecnologia. Insomma, il cinema non è la tv che abbiamo in casa. Il cinema offre sempre tante emozioni allo spettatore che siede in sala. E nella Marsica non possono venire meno queste emozioni».
Le sale dell’Astra sono state chiuse a marzo con l’avvento dell’emergenza coronavirus e non hanno più riaperto. Il 2020 doveva essere un anno di rilancio per il multiplex che era stato acquistato all’asta da una nuova società, la Ing&co.
Ieri il regista Paolo Santamaria ha presentato il suo “La piazza della mia città” a Pescara amareggiato di non averlo potuto fare ad Avezzano. «Il nostro grande e unico cinema ha da mesi chiuso i battenti», spiega il regista avezzanese, «dapprima causa Covid ed ora per via di un sequestro che probabilmente dilungherà di molto la riapertura, sempre che questa possa esserci. Oltre 100.000 marsicani, all’improvviso, senza un cinema di riferimento, costretti a emigrare anche solo per vedere in sala una nuova uscita. Questo è l’ennesimo schiaffo a un territorio in cui l’offerta culturale resta sempre all’ultimo posto, dove ai giovani non è dato sognare». (e.b.)
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