E presto la seconda fase con la Torre civica «Il restauro sarà finanziato dall’Australia»

L’AQUILA. I lavori di ristrutturazione di palazzo Margherita sono durati sette anni. A breve inizierà la seconda fase con il recupero della Torre civica, che seguirà un percorso differente. Il...
L’AQUILA. I lavori di ristrutturazione di palazzo Margherita sono durati sette anni. A breve inizierà la seconda fase con il recupero della Torre civica, che seguirà un percorso differente. Il Comune torna a casa dopo quasi 15 anni dal terremoto, con almeno un triennio di ritardo sulla tabella di marcia, dato che la riconsegna del cantiere, da parte del raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalle ditte Samoa e Sepe, era prevista inizialmente nel 2019. Data slittata prima al 2021, poi al 2023. Come annunciato dal sindaco Biondi «la Torre civica sarà oggetto di un intervento di recupero finanziato dal governo australiano che sottoscriverà un protocollo d’intesa con il Comune nei prossimi giorni». Su questo secondo step non sono state fornite indicazioni precise, anche alla luce dei ritardi e delle lungaggini burocratiche che hanno ritardato la riconsegna del palazzo. Nei giorni scorsi sul caso Torre civica hanno polemizzato le opposizione consiliari. E quanto a ostacoli, non sono mancate polemiche. Massimo Prosperococco, dipendente dell’università dell’Aquila e cittadino con difficoltà motorie ha sottolineato come «nel progetto di ristrutturazione di palazzo Margherita non siano state eliminate le barriere architettoniche dall’ingresso principale. Soluzioni non invasive architettonicamente ce n’erano», dice, «bisognava soltanto curarne la realizzazione da parte di chi guida in via pro-tempore la casa comune, invece si è scelto di dare un brutto sognale a tutte le persone con disabilità». La storia dell’ex palazzo del Capitano, divenuto a metà Cinquecento residenza della Madama Margherita s’intreccia con quella della città in modo indissolubile. L’operazione di restauro è costata circa 11,5 milioni di euro, di cui 5 frutto del programma “Il Credito cooperativo per l’Abruzzo” a cui hanno contributo in particolare le Banche di Credito cooperativo, le Casse rurali e le Casse Raiffeisen di tutta Italia. Una somma significativa, 1,5 milioni, è stata donata dalla Banca di Credito cooperativo di Roma.

