E sale la febbre da Capitale della cultura

Entro venerdì 15 il ministero comunicherà le dieci finaliste per il 2026: L’Aquila in corsa con altre 25
L’AQUILA. L’attesa durerà ancora qualche giorno. Almeno fino a venerdì 15 dicembre, quando si conosceranno le dieci città candidate a Capitale italiana della cultura 2026. E mai come stavolta L’Aquila è pronta a giocarsi le proprie carte, dopo la delusione del 2022 (fu Procida a imporsi a fine corsa): il capoluogo abruzzese dovrà vedersela con altre 25 città, dopo che il ministero della Cultura ha comunicato i dossier accolti negli ultimi mesi (la scadenza era fissata allo scorso 4 luglio). Entro venerdì, dunque, la commissione definirà la short list delle dieci finaliste e la procedura di valutazione – dopo l’audizione pubblica dei progetti finalisti da tenersi entro il 14 marzo 2024 – si concluderà per il 29 marzo 2024 con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2026. Le ambizioni dell’Aquila sono note: il capoluogo potrà beneficiare su 4,5 milioni di euro – stanziati dal Cipess – da investire nel triennio 2023-2026 per il sostegno a istituzioni culturali cittadine riconosciute dal ministero per consolidare la propria candidatura. C’è inoltre un altro finanziamento da 10 milioni per rilanciare la Perdonanza celestiniana, i Cantieri dell’Immaginario e il turismo. Fondi messi sul piatto dalla Cabina di coordinamento integrata, che valuta gli investimenti del Fondo complementare al Pnrr per i crateri sismici 2009 e 2016-2017. Anche la Regione Abruzzo e il governatore Marco Marsilio hanno garantito da tempo il sostegno alla corsa dell’Aquila a Capitale della cultura. Un altro punto a favore della città guidata dal sindaco Pierluigi Biondi è la recente assegnazione della sede dell’Abruzzo Film commission, dopo aver superato la concorrenza di Pescara e Teramo. Per entrare nel novero delle dieci finaliste e ambire al titolo finale, L’Aquila dovrà superare la concorrenza di Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Bernalda (Matera) , Carpi (Modena), Cleto (Cosenza), Cosenza, Gaeta (Latina), Latina, Lucca, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Marcellinara (Catanzaro), Massa (Massa-Carrara), Moliterno (Potenza), Nuoro, Pantelleria (Trapani), Potenza, Rimini, Senigallia (Ancona), Todi (Perugia), Treviso, Unione dei Comuni dei Monti Dauni (Foggia), Unione dei Comuni “Terre dell’Olio e del Sagrantino” (Perugia), Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena) e Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (Arezzo). L’ultima città ad essere insignita del titolo è stata Agrigento per il 2025 (tra le finaliste anche Pescina), preceduta da Pesaro che diventerà capitale della cultura nel 2024 e da Bergamo e Brescia che sono insieme la Capitale italiana della cultura attualmente in carica per il 2023. La prima a ottenere questo riconoscimento è stata Mantova nel 2016.
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