Eccidio dei Limmari, la giornata del ricordo

Roccaraso, 350 studenti in visita al Sacrario e nei casolari dove furono sterminate 128 persone
ROCCARASO. Arriva oggi a Roccaraso il “Treno della Memoria” per celebrare il 75esimo anniversario dell’eccidio dei Limmari, la strage che fu compiuta dai nazisti a Pietransieri, frazione di Roccaraso. Anche quest’anno si rinnova nel centro montano la celebrazione dedicata ai martiri del feroce sterminio avvenuto nel corso della Seconda guerra mondiale. A bordo della Transiberiana d’Italia, per il viaggio della memoria da Sulmona a Roccaraso, 350 studenti dell’Istituto omnicomprensivo di Popoli, dell’istituto “Mazzini-Capograssi” di Sulmona, della scuola “Radice-Ovidio” sempre di Sulmona, nonché gli allievi dell’Istituto “Croce” di Pescasseroli e i ragazzi dell’Alberghiero di Roccaraso.
L'iniziativa vede in prima fila il Comune di Roccaraso, in collaborazione con la Fondazione Ferrovie italiane, l’associazione “Le Rotaie” e lo stesso Alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso, che per l’occasione apre le porte agli studenti del centro Abruzzo. Previsto per tutti un pranzo di benvenuto, preparato dagli studenti di cucina e dal personale della scuola.
Inoltre, durante la permanenza all’istituto, dalle 14 alle 16, studenti e accompagnatori potranno assistere e partecipare a un percorso di attività enogastronomiche e troveranno anche un’area illustrativa dedicata ai cibi e alle abitudini alimentari negli anni della Seconda guerra mondiale.
«Nei giorni scorsi», dice il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, «abbiamo promosso un importante convegno con giuristi e storici di altissimo livello per onorare il 75esimo anniversario dell’eccidio dei Limmari. Quello odierno, invece, sarà un viaggio carico di significato, un vero e proprio percorso educativo per gli studenti che visiteranno il Sacrario e a seguire i casolari dove è avvenuta la strage. Il prossimo passo sarà la realizzazione del Parco della Memoria a Pietransieri: un progetto sul quale stiamo lavorando come amministrazione comunale e che presto trasformeremo in un’area di grande valenza storica e culturale».
La zona in cui avvenne il massacro rappresentava uno dei capisaldi della linea difensiva Gustav su cui le forze armate tedesche si attestarono dopo lo sbarco alleato a Salerno.
Le vittime dell’eccidio furono 128, tra cui 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese.
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