Ecco Capezzali, l’ingegnere-poeta
Appassionati del genere reclutati ogni giovedì grazie ai social
L'AQUILA. Quali sono i confini della poesia? Come si fa a definire chi è poeta e, soprattutto, a escludere chi non lo è? Si è parlato anche di questo nell'ultimo incontro del Caffè letterario, un gruppo spontaneo che si riunisce ogni giovedì pomeriggio nella sede dell'associazione Bibliobus a piazza d'Arti in via Ficara. Un'iniziativa che riunisce un bel po' di appassionati, reclutati attraverso i social network. Ogni volta, all'incontro è invitato un ospite diverso. Giovedì scorso è toccato a Ugo Capezzali, poeta e musicista, oltre che laureato in ingegneria ambientale con incarichi di responsabilità alla Accord Phoenix. Delle sue raccolte poetiche fanno parte: “Basterebbe il cielo” (zona editrice, 2013), “Fiori d'artificio” (Ibiskos Editrice Risolo, 2009) e “Nient'altro che vento” (Iaed, 2003). Capezzali ha ottenuto oltre trenta riconoscimenti nazionali tra cui il primo premio ai concorsi “Laudomia Bonanni” (2005), “Città di Sant'Arcangelo” (2013), “Hombres” (2004), “Peltuinum” (2005), “Il sabato del villaggio” (2006 e 2010), “Gennaro Sparagna” (2007). Dal 2010 è anche cantante e autore del gruppo musicale punk-rock “Niutàun”, insieme al critico cinematografico Piercesare Stagni (si esibiranno sabato 10 al Monthy's Irish pub). L'appuntamento si rinnova ogni settimana alle 18. Ogni mercoledì, invece, CaseMatte (nell'ex ospedale di Collemaggio) ospita un laboratorio poetico che, temporaneamente, confluisce in un poetry slam. Una competizione in cui molte persone declamano i loro versi, gareggiano fra loro e vengono valutati da una giuria composta da elementi estratti a sorte tra il pubblico. È una forma poetica popolare, declamatoria, praticata nei luoghi pubblici (bar o altri luoghi associativi) che utilizza una recitazione a ritmo serrato. Una produzione che nasce dalla strada (come il rap ai suoi inizi) e crea un legame tra scrittura e performance, realizzata con grande economia di mezzi. All'ultimo “contest” ha partecipato anche Lorenzo Bartolini con “Senti cosa ho scritto”. Sempre ogni mercoledì, più o meno in contemporanea, Giuseppe Tomei coordina un laboratorio di scrittura creativa in via Fontesecco. (fab.i.)

