Ecco chi resiste nella città vuota: «Caccia a mascherine e vitamine»

Edicolanti, tabaccai, farmacisti e negozi di alimentari: «Un decreto fiscale o il sistema non regge» C’è chi propone un tampone ai commercianti in servizio, crollano il Lotto e le vendite di Gratta e vinci
AVEZZANO. Il clima è surreale. Anche ad Avezzano l’emergenza coronavirus ha svuotato le strade e i punti di aggregazione, segno di buon senso civico. E anche ad Avezzano c’è chi resiste: gli edicolanti, i farmacisti, i negozianti di generi alimentari e i tabaccai. Con effetti alterni sui prodotti in vendita: sale la richiesta di mascherine e disinfettanti (al momento introvabili), nonché la vitamina C, le riviste passatempo e gli agrumi, mentre crolla la “febbre” da gioco. All’ingresso della farmacia De Bernardinis, la più antica della città, in via Garibaldi, un avviso informa sull’esaurimento dell’oggetto più ricercato: le mascherine. «Quelle comuni sono andate a ruba nelle prime ore», dichiara il titolare, Enrico De Bernardinis, «siamo in attesa della consegna delle mascherine di tipo chirurgico ordinate a Hong Kong, l’unico posto dove sono riuscito a trovarle. Qui, anche se rispetto ai primi due giorni l’afflusso è diminuito, le richieste più ricorrenti, anche telefoniche, riguardano le mascherine, l’alcool e la vitamina C. Le persone, però, sono disciplinate, anche se viviamo una situazione surreale».
La stagione del divano, soprattutto per i cittadini che vivono in appartamento, spinge la «diffusione delle riviste di parole crociate e la settimana enigmistica», afferma Maria Antonella Mei, titolare dell’edicola vicino piazza Torlonia, mentre si diletta coi ferri da calza, «anche se di persone in giro se ne vedono poche, segno che si rispettano le disposizioni del governo. Le misure sono giuste, ma forse andavano fatte prima. Speriamo bene per il futuro».
Ingressi contingentati all’alimentari Pollio, su via XX Settembre, ma la misura è quasi superflua visto il trend.
«Qui c’è stata una leggera flessione, poiché le persone girano meno», conferma Stefania Cescola, «Avezzano sta rispettando le disposizioni. Le misure del governo vanno bene, però per le attività rimaste aperte sarebbe utile far fare un tampone agli addetti, sia a tutela dei clienti che per chi lavora, mentre le ripercussioni sulle attività commerciali e le aziende saranno pesanti nel post emergenza».
Personale dimezzato alla tabacchiera Antonelli. «Le vendite di gratta e vinci e gioco del Lotto sono crollate», sostiene Mario Antonelli, titolare della tabaccheria in piazza Risorgimento, e vice presidente nazionale della Federazione tabaccai, «mentre le slot machine sono spente e lo stop al calcio ha bloccato il resto. L’unica cosa rimasta stabile è la vendita dei tabacchi. La scena più agghiacciante, però, è il vuoto. Speriamo che il governo vari un decreto fiscale con contributi per le attività, altrimenti il sistema non regge».
Agrumi super gettonati, invece, nei negozi di frutta. «Arance, limoni e kiwi», sottolinea Valentina Nucilli di Ortofrutta Valesan, in via XX Settembre, «sono i più ricercati, mentre quasi tutti i clienti seguono le regole di ingresso: uno alla volta. Solo un signore pretendeva di fare come voleva: ma non l’ho fatto entrare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

