Ecco di quanto aumenta la Tari: ogni famiglia paga 36 euro in più

Per un nucleo di quattro persone la crescita è del 15 per cento, per le attività cittadine si attesta al 10 È l’effetto della stangata dell’Aciam sul costo dello smaltimento. Il Comune chiede un parere legale
AVEZZANO. Scattano gli aumenti della Tari sui rifiuti per famiglie e attività di Avezzano. La tassa cresce mediamente del 10% rispetto a due anni fa: è, questa, la conseguenza diretta della stangata per lo smaltimento della spazzatura che l’Aciam ha inflitto al Comune. Per una famiglia di quattro persone, residente in un alloggio di 100 metri quadrati, secondo le stime l’aumento della tassa sui rifiuti sarà però del 15% rispetto al 2021: da 241 a 277 euro di Tari, cioè 36 in più. Una crescita che invece è dell’8% per gran parte delle attività: un bar, sempre di 100 metri quadrati, pagherà 82 euro in più, una bottega di parrucchieri 42 euro, un negozio di abbigliamento 31.
Le nuove tariffe sono state approvate nella seduta del consiglio comunale di venerdì, che ha anche fissato le regole per il pagamento: concesse due rate, la prima versando il 70% del dovuto entro il 31 ottobre, la seconda con la parte restante entro il 28 febbraio dell’anno prossimo.
L’IMPENNATA DEI COSTI
La stangata sullo smaltimento dei rifiuti costerà nel 2023 al Comune tra i 450 e i 500mila euro in più rispetto al passato. In totale, l’ente deve racimolare 6,9 milioni di euro per coprire il servizio di raccolta dei rifiuti. A dare le cifre in consiglio comunale è stato il presidente della commissione Bilancio Lucio Mercogliano. «Il consiglio ha proceduto all’approvazione della Tari 2023, che ha subìto un lieve incremento a causa degli aumenti dovuti a rincari previsti dal gestore del servizio e dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente», ha detto mostrando i dati, poi garantendo l’impegno contro l’evasione fiscale.
A lui ha replicato la consigliera comunale di opposizione Lorenza Panei: «Con grande sorpresa apprendo che per la prima volta Aciam, la partecipata presieduta da Maurizio Bianchini, espressione del sindaco Gianni Di Pangrazio, ha presentato ai Comuni soci un aumento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti indifferenziati, pari al 18,6%, e per la frazione organica, pari al 58,75%. Il Comune di Avezzano, dopo aver sbandierato la riduzione della Tari per l’anno 2022, in seguito al recepimento del decreto Aiuti, ha portato al consiglio comunale di una proposta che significherebbe un aumento di circa 500mila euro. L’invito che ho rivolto al sindaco è stato quello di sedersi con i primi cittadini della Marsica per verificare le potenzialità delle discariche attive e ridurre il trasferimento dei rifiuti fuori regione. Di verificare altresì le motivazioni del forte aumento della tariffa della frazione organica visto che per l'impianto di Aciam l’investimento degli anni precedenti ha riguardato l’aumento della capacità di trattamento di rifiuti organici lasciando una minima parte di altro trattamento».
IL PARERE LEGALE
Ma la stessa giunta Di Pangrazio vuole vederci chiaro sugli aumenti del costo per lo smaltimento dei rifiuti. Nei giorni scorsi ha infatti approvato una delibera per «conferire uno specifico incarico a un professionista esterno particolarmente esperto in materia di contratti pubblici, al fine di completare le attività istruttorie per il definitivo accertamento dell’importo effettivamente spettante in conseguenza dell’aumento delle tariffe disposte da Aciam per l’anno 2021, nonché per accertare la legittimità degli aumenti tariffari disposti da Aciam per l’anno 2022 e per l’anno 2023 e individuare gli eventuali rimedi, stragiudiziali e giurisdizionali esperibili a tutela degli interessi dell’Ente». Ad essere incaricato, per un compenso di 12mila euro, è l’avvocato Giovanni Galoppi, tra le cose neo presidente del Tagliacozzo Calcio.
IL RENDICONTO E IL TESORETTO
Ma nella seduta del consiglio comunale di venerdì è stato approvato anche il rendiconto di bilancio del 2022. «I numeri sono assolutamente positivi», ha detto Mercogliano, spiegando: «Il fondo cassa chiude con un saldo finale 20 milioni di euro, ben 4 in più rispetto all’anno precedente». Secondo la relazione del presidente della commissione Bilancio, tra i fondi avanzati è disponibile un tesoretto da poter reinvestire che ammonta a poco più di 2,5 milioni di euro.
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