Ecco i 55 medici che fermano l’ictus

25 Aprile 2015

Task force coi dottori di famiglia per prevenzione e soccorsi veloci

AVEZZANO. Un gruppo di 55 medici di famiglia formato dalla Asl per combattere e prevenire l’ictus cerebrale, per cogliere tempestivamente i primi sintomi e mettere in moto prima possibile la macchina dei soccorsi. L’unità operativa di Neurologia dell’ospedale di Avezzano, con uno stage formativo e informativo, ha riunito i medici e messo concretamente in atto un progetto per valorizzarne il ruolo. Coinvolti medici di base dalla Valle Roveto alla Piana del Cavaliere, fino alla Valle del Giovenco oltre, ovviamente, Avezzano, per iniziativa del professor Antonio Carolei, direttore di neurologia e presidente nazionale dell’Iso (Italian stroke organization), e del suo team, composto dai medici Berardino Orlandi e dalle dottoresse Federica De Santis e Francesca Notturno. I medici di base rappresenteranno il primo step di una serie di passaggi, tra cui il primo soccorso a casa del paziente, l’ambulanza del 118 e l’arrivo in ospedale, che si giocano tutti sulla velocità e che sono decisivi per salvare la vita del paziente o per ridurne i danni cerebrali. L’ospedale di Avezzano, infatti, dispone di una Stroke unit (reparto per la cura dell’ictus) che pratica la trombolisi, un trattamento di alta qualità che richiede non solo esperienza e professionalità ma anche strutture e strumentazioni adeguate. È però efficace se praticata poche ore dopo il malore. L’ospedale di Avezzano, per numero di trombolisi, ha guadagnato in Abruzzo una posizione di assoluta eccellenza: 28 trattamenti nel 2014, secondo solo a Pescara (51 trattamenti). Per fronteggiare i circa 200 ictus all’anno gestiti dalla Stroke unit di Avezzano si attiva un ingranaggio che coinvolge pronto soccorso, diretto da Ezio De Pratti, radiologia (Giovanni Passalacqua), chirurgia vascolare (Giovanni De Blasis), l’angiologia (Mauro Pinelli) e il 118, (Gino Bianchi). (p.g.)

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