Ecco il bando per la gestione dell’Interporto

Marsilio: può diventare punto di riferimento dello sviluppo economico e logistico non solo della Marsica
AVEZZANO. L’Aric, l’Agenzia regionale di informatica e committenza, ha pubblicato il bando per l’affidamento in concessione della gestione operativa dell’Interporto di Avezzano. Il centro smistamento merci rappresenta un importante punto di riferimento per l’intera economia della Marsica e il presidente Marco Marsilio si era da subito impegnato affinché tornasse al più presto nella piena funzionalità. Si tratta di un’opera strategica in stato di abbandono da anni, che in parte, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, è stata utilizzata dalla Protezione civile e dalla Croce rossa (non ultimo nell’anno appena trascorso per ospitare centinata di profughi arrivati dall’Afghanistan). In queste settimane, inoltre, l’Interporto sta ospitando l’hup per i tamponi.
Una struttura che necessitava il completamento del raccordo ferroviario che per soli 75 metri non poteva svolgere la sua funzione.
Un’area che rischiava di rimanere una cattedrale nel deserto e che finalmente verrà utilizzata per lo scopo per cui era stata realizzata, come tengono a sottolineare dalla Regione.
«Si tratta di una infrastruttura importante che può diventare punto di riferimento dello sviluppo economico e logistico non solo della Marsica», sottolinea il presidente Marsilio, «il collegamento ferroviario con la linea Pescara Roma, con tutte le prospettive di sviluppo in programma, conferma la valenza di questa infrastruttura che nell’ambito dello scambio nazionale e internazionale delle merci diventerà uno snodo di traffico determinante».
La mega-struttura si trova alle porte di Avezzano e occupa un’area di 450mila metri quadrati. Al suo interno ospita una palazzina direzionale, dieci capannoni prefabbricati, un piazzale con viabilità interna. Grazie alla sua posizione strategica vanta collegamenti importanti come l’autostrada e la superstrada del Liri, e ferroviari come la linea Roma-Pescara. Messa in cantiere un quarto di secolo fa e costata 40 milioni di euro di fondi pubblici (e inaugurata più volte) doveva dare linfa vitale allo sviluppo del territorio. L’Interporto è inserito anche nel più ampio progetto delle cosiddette Zone economiche speciali (Zes).
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