Ecco il piano per la Celano del futuro

Edifici pubblici, viabilità e recupero di immobili abbandonati: domani confronto con i cittadini al consiglio comunale
CELANO. Una seduta straordinaria del consiglio comunale, in programma domani alle 11, per la presentazione del piano di rigenerazione urbana sostenibile denominato “Oltre il Castello”.
«Per rigenerare la città e darle un futuro», si legge in un documento del Comune, «è intenzione dell’amministrazione scommettere nelle sue potenzialità ambientali, paesaggistiche, turistiche e culturali, creando possibilità di investimento pubblico e privato, attraendo una imprenditorialità innovativa e creativa, condividendo una strategia di rigenerazione urbana sostenibile».
Il programma di rigenerazione urbana sostenibile, che verrà discusso nel corso della seduta di consiglio comunale, «è un’idea, un documento strategico, propedeutico a un preciso piano d’azione», secondo quanto affermano i promotori, «che mira a trasformare le dinamiche esistenti e ad attivare un processo di sviluppo economico e sociale, tramite la riduzione del consumo di suolo e il riuso delle aree già urbanizzate e dei ruderi abbandonati. Essendo il programma di importanza strategica socio-economica dominante per il prossimo futuro di Celano, l’amministrazione Santilli, che definisce questo come “il progetto” che trasformerà la città, non ha voluto arrogarsi il diritto di far ricadere queste decisioni solo ed esclusivamente sulla maggioranza, ma di condividerle con l’opposizione e con l’intera cittadinanza, in maniera da poter raccogliere validi suggerimenti e arrivare a concretizzare rapidamente il programma, l’idea, in opere reali».
Il processo, secondo le intenzioni dell’amministrazione, mira a trasformare «l’intero indotto economico cittadino, integrandolo con sviluppi economici alternativi e paralleli con il rilancio dell’habitat, la mitigazione dei disagi sociali e il rilancio delle attività tramite nuovi programmi di sviluppo commerciale, turistico, artigianale, investimenti pubblici e privati. Il lavoro è stato svolto partendo dalla sovrapposizione delle diverse analisi degli usi urbani con la città costruita e i suoi spazi pubblici, e ha consentito di localizzare gli ambiti d’intervento dove intervenire per evitare i fenomeni di degenerazione, valorizzando e riusando l’esistente, attraverso la promozione dei processi virtuosi che migliorano l’habitat e l’economia locale».
LE PRIORITÀ. Lo studio ha prodotto «una scala di priorità tra le ipotesi applicative emerse e sono stati definiti gli ambiti d’intervento generali, che consteranno di 2 fasi parallele di pari passo: da una parte la rivisitazione degli edifici pubblici con piano di viabilità annesso e dall’altro il recupero dei ruderi abbandonati nel tessuto urbano centrale in maniera da trasformare questi dall’attuale stato di degrado a un’economia trainante. I punti cardine di queste due fasi parallele, saranno, da un lato: la rivisitazione della mobilità in tutta la sua interezza, non solo per alleggerire l’impatto veicolare su piazza IV Novembre, ma anche per ripensare i percorsi tra il centro storico e il resto della città; la riqualificazione di Piazza IV Novembre, in maniera da renderla in prevalenza pedonale, in sostituzione dell’uso a “rotatoria” che ne viene fatto attualmente, dando spazio e fiato ai sagrati, farne luogo di sosta e incontro, al di sopra di un parcheggio interrato che liberi dalle auto il centro storico; il riuso dell’attuale Palazzo del Municipio ripensandone e rivisitandone le funzioni a fini d’uso pubblico a stampo commerciale, facendone un luogo aperto alla città e ai turisti;la delocalizzazione degli uffici del Comune; la demolizione e ricostruzione dell’edificio don Minozzi, portando nuova vita verso il lato del Castello, con l’impronta di nuove funzioni specifiche; riuso e rigenerazione dell’attuale scuola a piazza Aia, destinandola a ospitare uffici e servizi; un collegamento tra Piazza dell’Aia e la passeggiata attorno al Castello Piccolomini, che diventi un percorso pedonale quotidiano; dall’altro lato un percorso di recupero dei ruderi del centro storico che faccia fare un salto decisivo da una situazione di assoluto degrado, abbandono e pericolosità, a una nuova economia per la città». Tutto questo, secondo il Comune, attraverso «un iter amministrativo che porti a patrimonio pubblico tutti gli immobili in stato di degrado e abbandono avviso pubblico per l’assegnazione a prezzi simbolici degli stessi immobili per finalità turistiche-ricettive o abitative; tempi certi di realizzazione delle ristrutturazioni da parte degli assegnatari, anche attraverso potenziali incentivi comunali: contestuale avvio di un processo di rigenerazione energetica e sismica del patrimonio edilizio, intervenendo sulla sistemazione dello spazio pubblico dove un quartiere o un isolato faccia un intervento concertato di riqualificazione. Un processo ambizioso su cui l’amministrazione ha idee chiare e decise, che tuttavia vogliono essere condivise con il popolo prima di essere applicate e rappresentare il nuovo volàno dell’economia locale».(e.n.)
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