Ecco le 120 ucraine nella Marsica che aiutano il loro paese in guerra

La coordinatrice Talantova guida la raccolta dei beni di prima necessità da spedire a chi è rimasto Capistrello accoglie tre nuclei familiari, attivate le procedure per mandare i minori a scuola
AVEZZANO. Straordinaria gara di solidarietà nella Marsica per aiutare i nuclei familiari ucraini in fuga dalla guerra. Il giorno stesso in cui sono iniziati i bombardamenti russi, ad Avezzano si è costituito un gruppo di volontariato, denominato “La madre ucraina”, del quale fanno parte 120 donne. Tutte, da anni, vivono nella Marsica. Nel comprensorio la comunità ucraina conta oltre 300 persone, la gran parte si trova ad Avezzano, ma anche a Pescina, San Benedetto dei Marsi e Bisegna. Il gruppo di donne è coordinato da Elena Talantova. «Ci stiamo impegnando allo stremo delle forze per aiutare i nostri connazionali, ormai dormiamo tre ore a notte», afferma la Talantova, «e saremo eternamente grati alla popolazione della Marsica per la vicinanza e la solidarietà che ci sta dimostrando. Subito l’Associazione Rindertime e la Pro loco di Avezzano si sono messe a disposizione, la prima per la raccolta in particolare di medicine, alimenti in scatola e dolciumi da inviare all’ospedale di Leopoli, e non solo, la seconda per la raccolta di prodotti igienici destinati a vari paesi dell’Ucraina. La gente sta facendo a gara nel mandarci ciò di cui l’Ucraina in questo momento ha bisogno».
Già ieri mattina la Rindertime ha inviato un furgone ricolmo di beni alimentari, farmaci e indumenti.
«Il carico», spiega la coordinatrice Fiorella Bultrini, «è destinato a persone e famiglie direttamente conosciute e preavvisate per la ricezione e la distribuzione tra la popolazione in evidenti difficoltà per la guerra in corso. Giovedì è in programma un altro viaggio con ulteriori beni di prima necessità già preparati o in corso di raccolta».
ACCOGLIENZA
Oltre ad aiutare gli ucraini che non hanno potuto lasciare il Paese, c’è da pensare all’accoglienza chi è riuscito a fuggire e tra questi purtroppo vi sono molti bambini. «Difficile dire quante siano finora le famiglie giunte nella Marsica», rileva la Talantova, «tante infatti sono andate a prenderle con i propri mezzi i parenti che vivono e lavorano qui. Quelle, anche con bambini, di cui abbiano la certezza sono: due ad Avezzano, tre a Paterno, una a Celano e un’altra ad Alba Fucens».
VICINANZA
Il sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, fa sapere dell’arrivo nel proprio comune di tre nuclei familiari con bambini, accolti da famiglie ucraine che fanno parte della comunità, e di avere avviato il protocollo sanitario e le procedure per l’iscrizione alla scuola dei minori. «Voglio esprimere la più sincera vicinanza mia e della nostra popolazione a queste persone. Faremo di tutto per assecondarli nei loro bisogni. Cercheremo, con delicatezza e concretezza, di attenuare le loro sofferenze per quanto hanno lasciato a casa», tiene a sottolineare il sindaco Ciciotti.
CROCE ROSSA
Dopo la partenza dall’Interporto di Avezzano, nei giorni scorsi, di due convogli per complessivi 9 Tir con beni di prima necessità, la Croce rossa, in collaborazione con la Protezione civile, sta lavorando allo stoccaggio di farmaci provenienti da tutta Italia. Il convoglio con le medicine dovrebbe partire entro una settimana alla volta di uno dei confini con l’Ucraina. Sui camion ci sono anche apparecchiature elettromedicali. Quello di Avezzano è uno dei due centri Cri in Italia gestiti dalla Croce rossa, dove si concentrano gli aiuti umanitari. L’altro si trova a Palmanova, in Friuli.
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