Ecco le buone pratiche della ricostruzione

A Officina L’Aquila si discute di edilizia e restauro con tecnologie mai sperimentate al mondo
L'AQUILA. “Officina L'Aquila-incontri internazionali” diventerà “Officina Italia”. I recenti terremoti che hanno colpito il Centro Italia hanno posto di nuovo al centro l'importanza di condividere le buone pratiche della ricostruzione e mettere a disposizione del Paese le strutture e i processi di gestione della ricostruzione (materiale e sociale) che sono state attuate nel cratere sismico del 2009, tra molte difficoltà ma anche con risultati concreti. L'auspicio di trasformare la rassegna internazionale promossa e organizzata da Carsa srl, in collaborazione con il sistema Ance – che dal 2014 porta all'Aquila esperti in tema di edilizia e restauro – in un confronto nazionale, è stato lanciato ieri durante la seconda giornata della manifestazione. È arrivato per L’Aquila il momento di aprirsi con l’obiettivo di comunicare e valorizzare l'esperienza in corso e di condividerla con il resto del Paese, che è uno dei più sismici al mondo. Idea appoggiata dalla sottosegretaria di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Paola De Micheli, intervenuta al convegno “Resilienza, rinnovamento e partecipazione”. Al convegno tra gli altri, è intervenuta anche la rettrice Paola Inverardi, che ha sottolineato l'urgenza di non disperdere il patrimonio acquisito in questi anni post-sisma, ricordando il lavoro in corso per la realizzazione di un grande “centro dati” che raccolga i dati relativi ai vari contesti della ricostruzione dell'Aquila e del cratere sismico e che diventi patrimonio di tutti. «Qui all'Aquila si stanno sperimentando tecnologie mai sperimentate al mondo. Abbiamo avuto, a causa del terremoto, anche tanti problemi “psicologici” che non sono stati mai censiti, un tipo di informazione che dovremmo essere in grado di mettere a servizio della comunità mondiale: non si ricostruisce un territorio se non si ricostruiscono le coscienze». Di vulnerabilità degli edifici e come garantire la sicurezza si è parlato nel convegno di fine mattina. Grazie al know how ingegneristico e a una progettazione consapevole L’Aquila è una delle città più sicure d’Italia. Su questo tema si sono confrontati i diversi relatori, tra cui i docenti della facoltà d'Ingegneria dell’Aquila, Dante Galeota, ed Elena Antonacci, intervenendo sul “Monitoraggio strutturale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio”. Il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha presentato l'evoluzione del cantiere dell'Emiciclo. Nella sezione pomeridiana è stato affrontato il tema Sisma bonus, i cui parametri di base sono nati proprio dalla ricostruzione dell’Aquila. Ottima la partecipazione anche ieri a “Cantieri Aperti”. I tecnici del Cpt hanno accompagnato i visitatori nei cantieri: oltre 200 tra studenti e tecnici. Oggi ultima giornata di lavori con il convegno (ore 10, auditorium del parco del castello) su “Rigenerazione urbana delle città dell'Appennino”, con alcuni dei più affermati architetti italiani e internazionali dialogheranno per condividere una visione di ricostruzione di borghi e città d'arte del centro Italia.

