Ecobonus 110%, effetto positivo: tante richieste, ma pochi tecnici

25 Luglio 2021

De Angelis (Ordine ingegneri): «È un’opportunità per tanti edifici con danni leggeri per il terremoto» Restano perplessità per i controlli e difficoltà nel cumulo con i contributi statali per la ricostruzione

L’AQUILA . «C’è una richiesta altissima, ma mancano i tecnici». In questa frase del presidente dell’Ordine degli ingegneri Pierluigi De Angelis si concentra l’impatto dell’eco sismabonus sull’Aquila. Anche nella città del «cantiere più grande d’Europa» per la ricostruzione post-terremoto 2009, dunque, contributi e detrazioni per gli interventi edilizi, che siano destinati all’adeguamento sismico o all’efficientamento energetico, hanno trovato un significativo riscontro tra i proprietari di immobili. L’incidenza è molto limitata, se non nulla, per chi dodici anni fa ha subìto la distruzione della propria casa nella tragedia del 6 aprile, ma cresce in riferimento a edifici con danni meno pesanti.
UN’OPPORTUNITÀ. «Ci sono tanti immobili classificati A, B e anche E con interventi blandi», spiega De Angelis, «che sfruttano i bonus, sia eco che sisma». Per il presidente degli ingegneri aquilani, insomma, la ricaduta sul territorio delle norme in questione è decisamente positivo. «Si tratta di un’ulteriore opportunità», sottolinea, «non solo per sostenere e rilanciare l’economia, aspetto questo che da solo rischia di risultare limitativo, ma anche per puntare sul pieno recupero del patrimonio edilizio». L’altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dall’insufficienza delle forze in campo. «Abbiamo un super lavoro e a noi fa piacere», spiega De Angelis, «ma si sente la necessità di avere risorse fresche tra i professionisti». La questione si pone in riferimento sia ai tecnici che svolgono l’attività privata, siano essi ingegneri, architetti o geometri, sia a quelli impegnati nella pubblica amministrazione. «Spero si prendano provvedimenti più decisi», è l’auspicio espresso da De Angelis, «anche per accentuare il tourn over negli enti.
SEMPLIFICAZIONE. Nonostante l’efficacia delle misure introdotte, restano perplessità legati alle procedure. «Uno snellimento c’è stato con l’introduzione della Cila», osserva il presidente, «che comporta la presentazione di una dichiarazione di possesso del titolo abitativo, senza dover entrare nel merito della conformità della realizzazione». In questo caso, però, le incertezze si trasferiscono sui controlli. «Se al Comune, che fa verifiche a campione, risulta qualcosa di diverso rispetto a quanto dichiarato, anche un elemento minimo, non si perde la detrazione, ma viene bloccato il cantiere in attesa degli adeguamenti necessari e questo influisce sui tempi dell’opera e sul rapporto tra il proprietario e l’impresa incaricata». Per De Angelis, insomma, è sempre opportuna un accertamento preventivo e soprattutto non si dovrebbe confondere l’idea di accelerare le pratiche con la deresponsabilizzazione degli organi di controllo: «Spesso la semplificazione diventa scaricabarile». Un altro nodo, in particolare all’Aquila e nell’area del cratere sismico, è quello della sovrapposizione dei bonus con in contributi per la ricostruzione privata. «È consentita», spiega De Angelis, «ma in caso di controlli diventa difficile distinguere i fondi con cui si stanno pagando lavori specifici».
NON TUTTO VA. È molto meno positiva, se non opposta, la valutazione da parte del presidente dell’Ordine degli architetti Edoardo Compagnone. «L’obiettivo delle misure non è stato raggiunto», afferma, «incidono poco perché le procedure hanno tempi troppo stretti e si rischiano multe che spaventano i cittadini». A influire negativamente è anche un effetto della pandemia. «L’aumento dei costi dei materiali e le difficoltà di approvvigionamento», conclude, «creano ulteriori ostacoli».
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