Edifici pubblici bloccati

21 Marzo 2017

Scuole e cimiteri ancora in fase di progettazione. Perché i lavori non partono nonostante i finanziamenti

L’AQUILA. Se la ricostruzione privata all’Aquila procede a buoni ritmi, non si può dire altrettanto per quella pubblica. Nonostante quasi 2 miliardi di euro disponibili.

SCUSATE IL RITARDO. Sono fermi lavori per oltre un miliardo e mezzo di euro, che riguardano soprattutto edifici scolastici, per i quali il soggetto attuatore, cioè chi deve indire le gare di appalto, è il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, tramite il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche dell’Aquila.

Scuole che devono essere oggetto di adeguamento antisismico, ma anche scuole che devono essere abbattute e ricostruite. Ma anche molti cimiteri – quasi tutti quelli tra il capoluogo e le frazioni.

LIVELLI PERICOLOSI. Il paradosso della situazione in cui versano gli edifici pubblici, a cominciare dal complesso del Convitto nazionale, Liceo classico Cotugno, Biblioteca provinciale, dai Quattro Cantoni a piazza Palazzo, all’Aquila, è che il finanziamento è stato assegnato, per un importo che sfiora i 43 milioni di euro (di cui 860 mila euro già erogati) e il cantiere doveva essere ultimato entro il 31 dicembre 2018.

La situazione, invece, vede l’opera, una delle più imponenti sia a livello di interventi che di importanza delle strutture contenute, ferma ancora a livello di “progettazione”.

STUDIO ANCE. A fotografare questa situazione, con uno studio particolareggiato, è l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila, che denuncia questa stasi della ricostruzione per quanto riguarda gli edifici pubblici.

FUORI PROGRAMMA. Il fatto ancora più grave è che ci sono ben quaranta – anche a livello regionale – opere ancora in fase di “programmazione”, ovvero per le quali non sono stati neppure presentati i progetti. Un ritardo colpevole, secondo l’Ance, che sta bloccando anche l’economia, non solo nei comuni del cratere, a cominciare dall’Aquila, ma in tutto l’Abruzzo.

GRANDI OPERE. Nella tabella che pubblichiamo, sono riportare alcune delle principali opere, che come stato di avanzamento dei lavori sono a livello di “progettazione”, cioè in attesa di indire o espletare le gare di appalto, che riguardano in particolare il capoluogo d’Abruzzo.

TUTTI IN CENTRO. I finanziamenti sono stati erogati già in parte dal Cipe, secondo il decreto legislativo del 2009, subito dopo il terremoto del 6 aprile. Su un aspetto, però, i lavori sono iniziati e procedono, anche con una certa celerità: i sottoservizi nel centro storico, affidati come ente attuatore alla Gran Sasso Acqua, che vanno avanti a stralci. Importi che vanno dai quasi 14 milioni di euro per il Quarto di San Pietro, denominata Zona A, agli 11 milioni per la Zona B del Quarto San Giovanni-San Marciano. Tra i lavori che avrebbero bisogno di una corsia preferenziale, ci sono le scuole.

LISTA D’ATTESA. Il problema del Liceo classico Cotugno è sempre vivo e le proteste da parte di genitori e alunni sono giornaliere. Gli studenti sono stati costretti a turni pomeridiani ospitati all’Iti, per poi tornare al Cotugno a Pettino, ma in una situazione di estrema precarietà, con aule ricavate nei corridoi e nelle sale professori e delle 50 aule solo 38 sono rientrate, mentre gli altri studenti sono costretti alla migrazione tra diversi istituti. Molte altre scuole vengono ancora ospitate nei Moduli provvisori. Sono in attesa di vedere l’avvio i lavori di costruzione della scuola media di Paganica, per un importo di oltre 4 milioni di euro, la cui ultimazione è prevista il 28 febbraio del 2018.

NIENTE DI PERSONALE Le opere devono essere avviate dall’ente attuatore, ma per motivi burocratici, per mancanza di personale per esaminare le pratiche e i progetti, nonostante i finanziamenti siano stati approvati e in parte già erogati, tutto è fermo.

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