Effetto Papa sul turismo: dati contrastanti a 6 mesi dalla storica Perdonanza

15 Marzo 2023

Palmisano (Federalberghi Extra): «Rispetto a un anno fa -15/25%» Laglia (Hotel Federico II): «Aumenti del 10%, la città è più fruibile»

L’AQUILA. A sei mesi dalla storica visita di papa Francesco in città, e dalla concessione da parte del pontefice dell’indulgenza plenaria fino al prossimo 28 agosto, il turismo all’Aquila stenta a decollare. Anche se, come fanno notare alcuni operatori del settore, i segnali per un cambio di rotta ci sono tutti. Serve solo pazientare. Di più: sono ancora molte le opportunità da esplorare, dalla montagna, e tutto ciò che ne deriva, fino al mondo dell’arte e della cultura, ma anche il turismo religioso e l’enogastronomia, una delle leve su cui anche la Regione Abruzzo ha deciso di puntare per promuovere il proprio brand e i prodotti tipici locali.
il calo
Un aspetto è chiaro: il turismo degli ultimi anni è cambiato, soprattutto dopo i mesi di lockdown. «Nell’estate successiva all’inizio della pandemia, le persone avevano un grande bisogno di tornare a trascorrere le vacanze all’aria aperta, soprattutto in luoghi poco affollati come la montagna o le aree rurali fuori dalla città», racconta Francesco Palmisano, presidente di Federalberghi Extra della provincia dell’Aquila (branca di Confcommercio per le attività ricettive extralberghiere come i Bed and Breakfast). «Ora però», aggiunge, «si può fare molto di più per favorire un maggior afflusso di turisti sia nelle aree montane che all’interno delle mura cittadine». I dati dei primi due mesi del nuovo anno sono però al di sotto delle aspettative: «Siamo giù del 15/25 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa, di turisti se ne sono visti davvero pochi, se non in occasioni di eventi sporadici». Numeri che non scalfiscono l’ottimismo degli addetti ai lavori: «Questo perché», spiega ancora Palmisano, «il nostro è un territorio ricco di potenzialità, alcune ancora inespresse. Servono investimenti sulla comunicazione per far conoscere le eccellenze dell’Aquila anche fuori dai confini locali».
gli eventi
A condividere l’analisi di Palmisano è anche Giorgio Carissimi, titolare dell’Hotel L’Aquila e rappresentante della Cna cittadina: «Dopo un periodo natalizio molto buono per presenze turistiche, a gennaio e febbraio abbiamo registrato un calo che definirei fisiologico». Anche Carissimi predica ottimismo: «Il turismo è in crescita perché la città ha iniziato a farsi conoscere anche grazie ai tanti eventi e iniziative che sono stati organizzati negli ultimi anni». Uno di questi è proprio la visita di Bergoglio a Collemaggio che, alla luce soprattutto della storica concessione di un anno di indulgenza alla Porta Santa, punta a dare lo slancio definitivo al comparto: «Eventi che contribuiscono ad attirare l’interesse dei turisti, come la Perdonanza, che tuttavia andrebbe valorizzata ancora di più per richiamare persone anche da fuori città», suggerisce Carissimi. Per la prossima estate, aggiunge l’esponente della Cna, «c’è ottimismo perché sono già numerose le prenotazioni che sono arrivate».
l’interesse per la città
Sorride anche Roberto Laglia, direttore dell’Hotel Federico II: «In questi primi mesi del 2023 siamo andati meglio del 10 per cento rispetto a un anno fa. Come me lo spiego? La città è diventata più fruibile sotto il profilo artistico e culturale, ci sono segnali di rinascita dopo il terremoto e si ha finalmente la sensazione che stiamo voltando pagina».
montagna e natura
Tutti gli operatori turistici riconoscono la doppia anima del territorio: c’è un lato naturalistico, legato alla montagna, alle escursioni e allo sport, e un altro fatto di arte, chiese e monumenti. «Non è una debolezza ma un punto di forza, è un nostro vanto e dobbiamo promuovere ogni aspetto del nostro territorio», chiosa Palmisano. Poi una proposta: «Molte zone fuori dall’Aquila hanno ospitato diverse scene di film famosi, perché allora non puntare anche sul turismo cinematografico? Sta a noi valorizzare il nostro potenziale per renderlo attrattivo agli occhi dei turisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA