Eletti in consiglio e ribaltone deciso dal Tar Paciotti: «Ecco perché non ho fatto ricorso»

19 Ottobre 2017

«Non ero tenuto a fare il ricorso, la mia posizione è diversa da quella degli altri». Il consigliere comunale Francesco Paciotti (nella foto) spiega il motivo che l’ha spinto a non presentare...

«Non ero tenuto a fare il ricorso, la mia posizione è diversa da quella degli altri». Il consigliere comunale Francesco Paciotti (nella foto) spiega il motivo che l’ha spinto a non presentare opposizione alla sentenza del Tar che nei giorni scorsi ha stabilito che vanno riassegnati i seggi elettorali in Comune, ribaltando quanto deciso a luglio dal tribunale.
Il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza su richiesta del Comune e dei consiglieri Massimo Verrecchia, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio, Mauro Di Benedetto e Chiara Colucci.
«La vicenda riguarda esclusivamente la proclamazione degli eletti», precisa Francesco Paciotti, «e io sono entrato in consiglio solo successivamente, al posto di Emilio Cipollone nominato vicesindaco. Il mio nome non compare nelle carte e non ho ricevuto alcuna comunicazione dal Tar. Per tale ragione non devo fare alcun ricorso. Ho chiesto un parere anche a un legale».
Il Consiglio di Stato, rappresentato da Massimiliano Noccelli, ha accolto l’istanza cautelare e ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar dell’Aquila. La discussione è fissata per il 9 novembre quando la camera di consiglio dovrà decidere se confermare o meno la sospensiva e stabilire la data per la discussione nel merito. A quel punto si conoscerà il destino dell’amministrazione De Angelis. Una settimana fa i giudici del Tar hanno applicato il principio dell’anatra zoppa, assegnando 13 seggi all’opposizione guidata da Gianni Di Pangrazio, l’avversario sconfitto da De Angelis dopo il ballottaggio delle elezioni di giugno, due seggi ai consiglieri Francesco Eligi (Movimento 5 Stelle) e Leonardo Casciere, e nove alla coalizione del sindaco in carica.