Elezioni contestate, l’avvocato costerà oltre 17mila euro

11 Agosto 2017

Di Pangrazio: «È il risparmio che vanta De Angelis?». Il sindaco: «Interesse pubblico, serviva un cattedratico»

AVEZZANO. Una delibera di giunta autorizza la spesa di 17.524,03 euro per difendere l’elezione del sindaco Gabriele De Angelis. L’incarico è stato conferito all’avvocato romano Bruno Capponi «per la rappresentanza e difesa del Comune di Avezzano» contro il ricorso al Tar presentato dalla coalizione dell’ex primo cittadino Gianni Di Pangrazio. Quest’ultimo contesta la regolarità delle operazioni che hanno portato alla proclamazione degli eletti e quindi alla formazione dell’attuale consiglio comunale. L’udienza al Tar è prevista a novembre. Di Pangrazio, Ignazio Iucci, Antonio Di Fabio, Luigia Francesconi, Gianfranco Gallese, Giovanni Luccitti e Roberto Verdecchia chiedono l’annullamento degli atti e si sono opposti all’elezione del sindaco De Angelis e dei consiglieri Leonardo Casciere, Annalisa Cipollone, Chiara Colucci, Mauro Di Benedetto, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio, Massimo Verrecchia e Francesco Eligi.
La spesa – si attingerà dal cosiddetto Fondo di riserva del Comune – ha innescato polemiche.
«Questo è il risparmio che vanta il sindaco De Angelis?», attacca Di Pangrazio, «per difendere le loro posizioni mettono le mani nelle tasche degli avezzanesi, rivolgendosi a un avvocato romano anziché all’ufficio legale in Comune. Ciò dimostra che anche il vantato risparmio sullo staff è un bluff, visto che il dirigente Claudio Paciotti costerà la bellezza di 100mila euro l’anno».
Il sindaco De Angelis motiva così la delibera. «La decisione assunta dalla giunta è pienamente rispondente ai principi normativi, giurisprudenziali e dottrinari vigenti», precisa De Angelis, «nei ricorsi elettorali aventi ad oggetto l’atto di proclamazione degli eletti la legittimazione passiva va attribuita all’Ente al quale l’elezione di riferisce, nel caso di specie il Comune, e a cui sono giuridicamente imputati i risultati della consultazione elettorale. Alla luce di ciò questa amministrazione, dopo aver analizzato il ricorso, nel corretto esercizio del proprio potere discrezionale, ha ravvisato la sussistenza di valide ragioni per resistere in giudizio, rientrando nelle proprie prerogative la tutela del preminente interesse pubblico. Si è dovuto far ricorso al patrocinio di un noto cattedratico di elevato livello e competenza in mancanza di personale interno in possesso delle peculiari caratteristiche necessarie in ragione dell’importanza della tematica. Il relativo onere finanziario è senz’altro congruo in relazione alle tariffe professionali vigenti». (r.rs.)
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