Elezioni, si scelgono 192 scrutatori Di Berardino: prima i disoccupati

AVEZZANO. Chi punta al bersaglio grosso, una remunerata poltrona all’emiciclo per cinque anni, chi si accontenta di molto meno: uno dei 192 posti da scrutatore nei 48 seggi che saranno dislocati in...
AVEZZANO. Chi punta al bersaglio grosso, una remunerata poltrona all’emiciclo per cinque anni, chi si accontenta di molto meno: uno dei 192 posti da scrutatore nei 48 seggi che saranno dislocati in città e frazioni per le elezioni regionali del 10 febbraio. Nomination in quota ai politici di maggioranza e di minoranza. La scelta, dopo il via libera all’adeguamento dell’elenco degli scrutatori del Comune di Avezzano – approvato dalla commissione composta dal sindaco Gabriele De Angelis, due consiglieri della maggioranza, Vincenzo Ridolfi e Maurizio Gentile, e uno in quota alla minoranza, Domenico Di Berardino – è in agenda per domani alle 9.30 in municipio. In vista delle indicazioni, che in più di qualche occasione hanno scatenato polemiche a non finire, il consigliere di opposizione Di Berardino deposita sul tavolo della commissione una proposta mirata a sostenere chi si trova in difficoltà. «Vista la situazione di forte crisi generale, con un alto tasso di disoccupati, mentre tante persone hanno perso il posto di lavoro», afferma l’esponente Pd, «propongo ai componenti della commissione di seguire una regola dettata dal buon senso e dalla solidarietà sociale: procedere con le nomine degli scrutatori andando incontro a chi vive una situazione di disagio, che si spera temporaneo, nel campo lavorativo, evitando di assegnare l'incarico a chi ha un’occupazione. Non risolve certo i problemi, però rappresenta un buon segnale di attenzione per chi vive una situazione di disagio occupazionale ed economico». Largo ai disoccupati e a chi è stato espulso dal mondo del lavoro, quindi, nei 148 seggi che saranno aperti per le regionali. È quella la strada da seguire per Di Berardino che non vede di buon occhio neanche un eventuale sorteggio per la scelta dei 192 scrutatori. «Il caso potrebbe far uscire tutte persone che già lavorano», afferma, «meglio la scelta consapevole di gente che ha effettivamente bisogno. Anche se in ballo non ci sono grandi somme». (m.s.)
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