Emergenza rifiuti in Alto Sangro

29 Agosto 2015

Discarica chiusa, operai senza lavoro e camion dirottati verso Sulmona: i sindaci invocano soluzioni

CASTEL DI SANGRO. Emergenza rifiuti e aggravio dei costi per lo smaltimento dell’immondizia in alcuni comuni dell’Alto Sangro e del Molise dopo il fermo forzato dell’impianto di compostaggio di Bocca di Forli, a Castel di Sangro. Chiusa la discarica per il distacco dell’energia elettrica a seguito del mancato pagamento delle bollette riguardanti la fornitura della corrente ai macchinari, da ieri tutti i mezzi di raccolta della spazzatura scaricano i rifiuti direttamente a Sulmona, gestita dalla Cooperativa gestione servizi ambientali (Cogesa). L’urgenza per i residenti dei paesi dell’Alto Sangro potrebbe avere ripercussioni soprattutto in termini economici, oltre che conseguenze igienico-ambientali se non verrà risolta rapidamente.

«Non credo però che la situazione avrà una pesante risonanza in termini economici» frena Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro «dal momento che quasi tutti i paesi limitrofi usufruiscono solo in parte dell’impianto di Bocca di Forli. La nostra cittadina poi è già interamente servita dal Cogesa».

Il polo tecnologico di Castel di Sangro svolge infatti sia l’attività di trattamento di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata nei comuni di Roccaraso e Pescasseroli – oltre che da altre ditte abruzzese – sia la funzione di raccolta per l’immondizia proveniente da Alfedena, Scontrone e Ateleta.

«Mi auguro invece che la Regione rilasci in tempi brevi la necessaria autorizzazione per l’installazione a Bocca di Forli dell’impianto di compostaggio Refolo» commenta Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso «che trasforma i rifiuti in energia con effetti salutari per l’azienda di gestione e anche sulla bolletta di tutti i contribuenti dell’Alto Sangro».

Sarebbe soprattutto una soluzione alla grave condizione dei dipendenti della discarica di Bocca di Forli. I sei lavoratori sono senza stipendio da 17 mesi. E ora senza lavoro.

Massimiliano Lavillotti

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