Energia dai rifiuti, nuova azienda: tratterà 32mila tonnellate all’anno

Lo stabilimento sorgerà nella zona industriale della città e sarà operativo dalla prossima primavera Progetto illustrato al sindaco Di Piero: «Un impatto bassissimo, diossine in quantitativi trascurabili»
SULMONA. Con il calore generato dai rifiuti, produrrà energia elettrica e chimica da riutilizzare per gli usi domestici e industriali. Sarà operativo per la prossima primavera il nuovo insediamento nel nucleo industriale di Sulmona. Un investimento di 3,8 milioni di euro che darà lavoro a 20 famiglie. A invertire la tendenza in atto nell’area industriale del capoluogo peligno è la Get-Energy, società che opera nel campo della ricerca, dello sviluppo, della progettazione, della costruzione e vendita di impianti per trattare materie con alto potere calorifero derivante da rifiuti. L’impianto sarà in grado di trattare fino a 32mila tonnellate di rifiuti all’anno, «in perfetta sintonia con la vocazione ambientale della zona a poca distanza dal Parco nazionale della Maiella», fanno sapere i vertici dell’Arab, l’organismo regionale che gestisce il nucleo industriale. I termini dell’accordo sono stati inseriti in un protocollo d’intesa siglato nello studio professionale del notaio Vittorio Altiero, tra l’amministratore della società, Gianluca Marcorelli, e la vice presidente Arap, Maria Assunta Iommi. L’Arap ha concesso alla Get-Energy un terreno che ricade nella zona industriale. «È un passaggio burocratico che rappresenta un passo concreto per investire. Saremo operativi dalla prossima primavera», fa sapere Marcorelli, pronto ad aprirsi anche alle varie realtà che gravitano nell’area industriale sulmonese. «Si tratta di un investimento importante che premia il nostro lavoro. Ci siamo infatti prodigati negli anni per rendere ancor più attrattivo il nostro nucleo industriale», ha concluso Iommi. L’altro giorno i vertici dell’azienda, insieme ai rappresentanti dell’Arap, hanno incontrato il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, al quale hanno illustrato il progetto. L’impianto tratta i rifiuti con un sistema termo-chimico in grado di “scomporli” grazie alla combustione in assenza di ossigeno (pirolisi) e con temperature ridotte di 400 gradi centigradi circa. A detta della Get-Energy «l’impatto ambientale è bassissimo». In virtù delle basse temperature di funzionamento, infatti, «le nanopolveri e le diossine sono presenti in quantitativi trascurabili: le diossine, ad esempio, sono 100 volte inferiori a quelle prodotte dai più moderni inceneritori italiani». Il nuovo insediamento produttivo è finito nel mirino di medici e ambientalisti che si sono già attivati per verificare le caratteristiche dell'impianto, le potenziali capacità inquinanti e le eventuali conseguenze nocive per la salute dei residenti. Anche alla luce della particolare inversione termica che caratterizza la Valle Peligna, che favorisce il ristagno a bassa quota delle polveri sottili.
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