Enza Turco: sempre tanto da fare, dovrei moltiplicare il tempo

L’AQUILA. Enza Turco, ha 79 anni, per 42 ha insegnato lettere negli istituti superiori (quasi la metà al Liceo artistico), da sempre è una appassionata e promotrice di arte abruzzese. Socia per 15...
L’AQUILA. Enza Turco, ha 79 anni, per 42 ha insegnato lettere negli istituti superiori (quasi la metà al Liceo artistico), da sempre è una appassionata e promotrice di arte abruzzese. Socia per 15 anni del Fai, per sei ha diretto la sezione aquilana. Proprio in questi mesi si sta dedicando alla fondazione del primo club cittadino dell’Unesco.
Cosa la spinge ad essere così attiva?
«Mi piace molto il dialogo con gli altri, proporre cose nuove, promuovere le bellezze della terra d’Abruzzo. Sono fermamente convinta che finché ci si mantiene in attività, lo spirito resta sempre giovane. L’età anagrafica c’è, non si può negare, ma se si riesce a superare il pregiudizio che bisogna farsi da parte, si può dare ancora molto».
Cosa le ha dato più forza negli anni?
«Ho insegnato per 42 anni alle superiori, storia dell’arte all’Accademia a Terni, otto anni all’università: forse il rapporto con i ragazzi mi ha dato questa linfa per poter andare avanti anche alla mia età».
Oggi come trascorre le sue giornate?
«Ho molto tempo per leggere, la lettura occupa parecchio tempo nelle mie giornate, mi piace spaziare: è il nutrimento della mia vita. Poi ho due nipoti che assorbono moltissimo tempo, mi dedico loro molto volentieri».
Insomma, non si annoia mai?
«Dovrei moltiplicare il tempo rispetto a tutto quello che ho da fare».
È difficile essere anziani? «
«Quella di spostare in avanti la soglia dell’anzianità è una scelta corretta, rispetto al nostro tempo. Ci sono tantissimi stimoli attualmente: soltanto chi rimane sordo ad essi penso che senta di più il peso degli anni. Ogni età ha i suoi vantaggi: basta saperla vivere». (m.c.)

